Si arrampica sulla chiesa e si lancia nel vuoto

«Ho visto quel poveretto sfracellarsi a terra. Terribile». È ancora scosso il barista del bar “Colleoni”, che ieri mattina è stato testimone diretto del suicidio di un 25enne tedesco. Il giovane, poco dopo le 7 del mattino, è salito utilizzando, come scala, le impalcature presenti su un lato del complesso che ospita una delle chiese più note di Venezia, quella dei Santi Giovanni e Paolo, accanto all’ospedale civile di Venezia. Uno dei luoghi più frequentati della città.
Il giovane è salito sul tetto e poi, stando al testimone, si sarebbe messo a correre per lanciarsi nel vuoto. Il suo corpo privo di vita è caduto davanti all’ingresso della chiesa.
Immediato l’allarme generale: sul posto è arrivata la polizia che ha chiesto l’ausilio dei vigili del fuoco per una serie di sopralluoghi sulle impalcature, prive di allarme, a fianco della chiesa. Il corpo del giovane è stato coperto da un lenzuolo e protetto da una serie di transenne in attesa di concludere i rilievi. Tantissimi hanno compreso la situazione e sono rimasti lontani dalla scena dei rilievi.
Il pubblico ministero di turno, Stefano Buccini, è stato subito informato dell’accaduto che si configura, senza dubbio, come un gesto estremo. Il giovane non avrebbe lasciato alcun messaggio e non risulta ufficialmente alloggiato in alberghi o b&b regolari veneziani. Il pm non disporrà l’autopsia sul corpo dello sfortunato giovane. «Si è gettato a mani giunte sul petto e poi ha gridato forse in un ultimo sprazzo di lucidità. Poi un tonfo sordo. Certamente non è scivolato perché è finito a oltre dieci metri dalla chiesa», racconta il barista del “Colleoni” che senza volerlo si è trovato davanti quella drammatica scena, frutto di una decisione estrema e incomprensibile. La mente va subito al suicidio “in diretta” del settembre 2003 quando un artista argentino deluso, si lanciò nel vuoto dal campanile di piazza San Marco, lasciando uno scritto di spiegazioni alla chiesa dei Frari. Come un angelo, solo e disperato, si era fatto il segno della croce, poi aveva allargato le braccia e si era tuffato nel vuoto. Ma è bene ricordare che questi drammi personali hanno alternative, fatte di vita e di sostegno, scegliendo di affidarsi alle cure di esperti. Non smetteremo di ricordare i numeri telefonici dei servizi ai quali è possibile rivolgersi per aiuto e supporto psicologico. I principali sono: Telefono Amico: 199.284.284; Telefono Azzurro: 1.96.96; Servizio regionale per la salute degli imprenditori (Progetto InOltre): 800.334.343; De Leo Fund: 800.168.678. Anche il consiglio dell’ordine degli psicologi di Mestre può indicare professionisti a cui chiedere aiuto. Perché la speranza deve vincere sul buio. —
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