Portogruaro, mobilitazione al Fai per salvare la chiesa di San Giovanni
La chiesa è oggi al terzo posto in Italia nelle classifica dei luoghi del cuore del salvare. A causa delle infiltrazioni al tetto è chiusa da molto tempo

Chiesa di San Giovanni di Portogruaro chiusa per infiltrazioni. E ora i cittadini chiedono l’aiuto del Fai (Fondo ambiente Italiano) per provare a riaprila. Una mobilitazione che, al momento, ha permesso di raccogliere oltre 1700 firme.
L’obiettivo? Raggiungere quota 2500, quota sopra alla quale il Fai darebbe un contributo per la salvaguardia. Per firmare basta andare sul sito del Fai, e votare la chiesa tra i luoghi del cuore da salvare. La vicenda riguarda la chiesa di San Giovanni chiusa per le infiltrazioni che hanno provocato una fessura ampia sul tetto.
Questo particolare rende la chiesa del borgo omonimo (San Giovanni) inagibile e certamente non sicura per l’incolumità dei fedeli.
La proprietà
La proprietà dell’edificio è dell’Asl 4 del Veneto orientale.
Già con la direzione generale di Mauro Filippi si era tentato di capire se ci fossero dei margini per la riapertura, ma non è stato possibile fare alcun passo concreto. Ora i firmatari chiedono l’intervento del nuovo direttore generale Carlo Bramezza, molto conosciuto a Portogruaro per la sua precedente direzione, 10 anni fa.
Dentro la chiesa di San Giovanni ci sono dei piccoli tesori: affreschi alle pareti che risalgono al XV e XVI secolo, e una statua della Madonna del Rosario, che viene portata in processione nelle vie del centro storico di Portogruaro, durante le cerimonie religiose del 7 ottobre, giorno del calendario in cui si ricorda la Beata Vergine del Rosario, cui i veneziani (tra essi molti caorlesi) dedicarono il trionfo nella battaglia di Lepanto, in cui venne respinta la flotta dei Turchi.
La classifica
A livello nazionale, sulla pagina del Fai, il recupero della chiesa di San Giovanni si trova ora al terzo posto nella rubrica “I luoghi da salvare”, dietro il convento dei frati cappuccini di Renacavata in provincia di Macerata; e Villa San Leonardo al Palco, nei dintorni di Prato.
Questi due monumenti hanno superato la quota di 2100 firme. La chiesa di San Giovanni è poco sotto. I firmatari sperano che il Fai stesso si faccia promotore di un’iniziativa presso l’Asl affinché venga redatto un progetto per ristrutturare il tetto.
La curia di Concordia Pordenone e la parrocchia di San Andrea non possono formalmente intervenire perché la chiesa non è di loro proprietà. Usufruivano della chiesa di San Giovanni in comodato d’uso, attraverso una convenzione siglata proprio con l’Asl 4.
Quella di San Giovanni è una delle poche chiese che in città non appartiene a una parrocchia, bensì a un ente pubblico. La chiesa è una delle cinque che si aprivano nella cerchia delle mura che a partire dal XII secolo cingevano la città di Portogruaro. Il portale d'ingresso, con trabeazione e timpano, fu costruito nel 1550 dal maestro Rinaldo, lapicida di Portogruaro.
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