Sette tombe romane sotto un cantiere di Scorzè

SCORZE'. Forse c’è un piccolo tesoro archeologico in via Verdi a Peseggia. Il condizionale è d’obbligo, perché gli esperti stanno facendo le verifiche del caso, ma durante i lavori per creare le vasche di laminazione sono emersi dei reperti, addirittura risalenti all’epoca romana. In quel terreno all’altezza di via Vivaldi ci sarebbero sette tombe vecchie di duemila anni.
Eppure è sempre stato un campo agricolo, in passato sono state messe anche delle coltivazioni. Nessuno poteva immaginare che sotto ci poteva essere qualcosa di valore storico-archeologico. Per ora non è stato fermato il cantiere, che prosegue su un’altra superficie, ma quanto sta emergendo sta incuriosendo non solo la Sopritendenza archeologica ma anche il Comune di Scorzè. Non solo, nei giorni scorsi c’è stato un viavai di persone, con tappa pure delle forze dell’ordine, e in paese si è scatenato il toto ritrovamento, qualcuno ha persino parlato di resti umani della prima guerra mondiale, oppure di armi. In realtà, la sindaca Nais Marcon ha smentito le ultime ipotesi.
È vero, invece, che la possibilità delle tombe è realistica. Come potrebbe essere verosimile l’idea che vicino possa esserci un cippo, ossia un monumento funerario, perché la terra presenta delle sfumature più scure rispetto alle aree attorno. Ma tutto dovrà essere analizzato con la massima attenzione. In queste ore si sta parlando anche di un acquedotto ma, al momento, non trova riscontro. Sul posto stanno lavorando un archeologo e un geologo e gli scavi, come le analisi, stanno proseguendo. Per adesso, tutto è coperto, deliminato, non si può accedere ma a breve ci potrebbero essere novità.
Tutto è nato ai primi giorni di settembre; poco prima era stato aperto il cantiere per costruire due sistemi di fitodepurazione (wetland) e il by-pass di un tratto tombinato della Peseggiana all’interno dell’area urbana. Inoltre si punta a ricalibrare un lungo tratto di Peseggiana a valle del punto d’incrocio con il Tarù. Il progetto è del consorzio di bonifica Acque Risorgive e l’intervento riguarda pure i collettori tra i Comuni di Venezia, Mogliano Veneto e Zero Branco e costa oltre 6 milioni di euro. E si è iniziato a scavare, con la terra portata nell’ex base missilistica di Peseggia, per creare delle dune e sistemare l’area. E dopo aver scavato un paio di metri in profondità, ci si è accorti che c’era qualcosa. Sono stati chiamati degli specialisti e si stanno facendo tutte le verifiche.
«Sull’idea di un acquedotto», spiega Marcon, «non so. Delle sette tombe di origine romana mi hanno parlato i dipendenti degli uffici comunali ma devo ancora sentire gli esperti. Vedremo nei prossimi giorni».
Intanto il terreno è monitorato ogni giorno e chissà che a breve non possano emergere altri reperti. —
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