Serranda abbassata per Leale Chiude la storica bottega

«Non ce la facciamo più. L’unica consolazione è qui non verranno bar né ristoranti. Ma un altro negozio di abbigliamento di qualità». Dopo 60 anni di attività chiude la storica bottega di «Leale», in calle dei Fuseri. Luogo di qualità, punto di riferimento per i veneziani di ogni classe sociale. Il titolare Maurizio Vianello, 72 anni, lo gestisce dal 1963 insieme alla moglie Nada Vale. Negozio di altri tempi. Merce all’avanguardia. Sorrisi e consigli. Il «negozio di vicinato» che a Venezia va sparendo. «Abbiamo sempre cercato», dice Maurizio, un passato da giocatore di basket, «di instaurare con il cliente un rapporto quasi familiare. Lavoriamo poco con i turisti, abbiamo i nostri affezionati clienti veneziani».

«Leale» è forse l’unico negozio della città che ha sempre rifiutato svendite e saldi. «Non mi piace quel concetto», racconta Vianello, «che significa, che di solito i prezzi sono più alti? Mi sembra come di squalificare il nostro lavoro. Ai veneziani abbiamo sempre fatto un piccolo sconto. Ma le grandi svendite le lasciamo agli altri».

Un punto di riferimento anche sociale, il piccolo negozio di calle dei Fuseri, due passi da campo San Luca e dalla Fenice. Pochi metri quadrati e la merce scelta personalmente dal titolare tra i marchi italiani più prestigiosi. Pian piano «Leale» ha visto chiudere negozi di quel genere in tutta l’area vicina. Ogni spazio ormai è occupato da negozi di borse, piccoli vetri, bar cinesi. Se ne sono andati la libreria, il negozio di Mercerie ai piedi del Ponte, altri negozi di abbigliamento.

I residenti calano, e l’offerta di quel tipo non ha più mercato. Con l’eccezione del piccolo negozio di Maurizio. «Non è che mancasse il lavoro, ma siamo all’età della pensione, è giusto così. Nostra figlia ha preso strade diverse». E un altro negozio «storico» chiude l’attività. —

A.V.

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