Serena e il Covid: «Grazie a tutti i sanitari di Mestre, stavolta ho creduto di non avere scampo»

MESTRE. Lo aspetta un lungo percorso di riabilitazione, ma dopo un lungo periodo di ricovero per Covid Ottavio Serena è stato dimesso dall’ospedale dell’Angelo di Mestre. L’ex consigliere comunale e generale dei carabinieri, 65 anni, per due mesi è stato tra la vita e la morte. Da un letto di ospedale, nelle scorse settimane aveva raccontato il dramma della sua testimonianza e delle complicazioni polmonari e neurologiche provocate dal coronavirus. Ma anche il dolore per la perdita, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra, dei due anziani suoceri uccisi dalle conseguenze del Covid.
«Credevo di essere in un tunnel senza scampo», le sue prime parole appena uscito dal reparto ospedaliero, «avevo paura di lasciare da sola mia figlia di sette anni».
Serena avrà ora davanti a sé un cammino di cure a casa per recuperare dagli strascichi della malattia, ma in una lettera inviata al dg dell’Usl 3 Edgardo Contato, al presidente del Veneto Luca Zaia e all’assessore alla sanità Manuela Lanzarin, ha ringraziato i medici e gli infermieri che si sono presi cura di lui negli ultimi mesi.
«Ci tengo a ringraziare il primario di pneumologia Lucio Michieletto e tutti i suoi collaboratori tra cui la dottoressa Adela Diamanti, il primario di neurologia Rocco Quatrale ed i suoi collaboratori per la loro elevatissima professionalità, disponibilità ed encomiabile umanità evidenziata nel mio lungo periodo di degenza. Sottolineo in particolare la grande sensibilità dimostrata nei confronti di mia moglie Elisa, che lo scorso marzo ha perso in pochi giorni entrambi i genitori per coronavirus. A lei è stato concesso di salutare in reparto la madre oramai in fin di vita, cosa che purtroppo non è stata possibile per il padre, anche lui morto qualche giorno prima sempre nel reparto Covid». —
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