Scuola Diedo in vendita, i disegni e le lettere dei bimbi: «Lasciatela a noi»

Continua la mobilitazione per salvare la scuola di Cannaregio. Lo stabile è sul mercato a 10 milioni, scaduto il primo termine

Maria Ducoli
I disegni dei bambini per la scuola Diedo di Cannaregio
I disegni dei bambini per la scuola Diedo di Cannaregio

Si chiamano Amelia, Giacomo, Camilla, Fatima, Francesco, Barnaba. Un lungo elenco di nomi scritti in corsivo: ben 80, come i bambini iscritti alla scuola primaria Diedo che, penna blu e foglio protocollo alla mano, hanno scritto una lettera all’ordine delle suore della Riparazione che, ormai da due mesi, hanno messo in vendita lo stabile in fondamenta Grimani a dieci milioni di euro. Il destino della scuola è sempre più appeso a un filo: nei giorni scorsi è stata depositata in tribunale un’ingiunzione di sfratto per la fine della locazione.

La lettera dei bambini

«Buongiorno, noi siamo i bambini della scuola Diedo di Venezia», si presentano, «a scuola impariamo tante cose: a leggere, a scrivere, a fare i conti, ma anche ad aiutarci e a diventare grandi insieme. La nostra scuola per noi è molto importante», proseguono, «perché è il posto dove passiamo tante ore della giornata, dove abbiamo i nostri amici e le nostre maestre. La nostra scuola ha anche una cosa molto speciale: uno dei pochi grandi giardini di Venezia. È un posto in cui ci sentiamo felici e sereni».

I bambini raccontano anche di essersi sentiti «un po’ tristi e preoccupati» quando hanno saputo che lo stabile era stato messo in vendita, «perché non vorremmo perdere il posto in cui cresciamo ogni giorno». Insieme alla lettera, tantissimi disegni in cui la Diedo è di mille colori, gli alunni sono piccoli e sorridenti e, in cielo, il sole sorride e illumina il giardino, teatro di tanti giochi durante le ricreazioni.

Mobilitazione e botta e risposta

L’appello dei bambini arriva dopo due mesi di mobilitazione da parte dei genitori e di botta e risposta politici.

Era gennaio quando l’ordine religioso aveva mandato un ultimatum al Comune, “colpevole” di silenzi e ritardi, davanti ai quali le suore si erano spazientite, decidendo di vendere l’immobile una volta per tutte.

Mamme e papà non avevano perso tempo, facendo sentire immediatamente la loro voce. Sempre apartitici e apolitici, rivendicando l’importanza del plesso scolastico per il sestiere di Cannaregio e ponendo l’importanza del servizio sopra qualsiasi bandiera.

Certo, poi la politica è entrata eccome nell’affaire Diedo: in primis il sindaco aveva cavalcato una linea dura, facendo sapere che la scuola non si sarebbe spostata dalla sua sede attuale, a costo di intraprendere la via dell’esproprio.

Poi, la trattativa si era aperta non certo senza polemiche e con il calendario che incombeva sulla testa delle parti in causa: il Comune avrebbe dovuto accettare le condizioni di vendita entro il 14 marzo per poi arrivare al preliminare entro il 30 aprile. La scorsa settimana, spiega l’immobiliare che sta seguendo la partita, il Comune ha firmato il contratto d’affitto, scaduto, e mandato a ottobre.

«Hanno temporeggiato per non prendersi la responsabilità, che spetterà alla nuova giunta», commenta l’agente immobiliare che, ribadisce, non vede altre strade possibili se non l’acquisto.

Rassicurazioni e campagna elettorale

Le rassicurazioni alle famiglie, insomma, arrivano da oltre due mesi ma le stesse famiglie si dicono stanche delle parole e chiedono fatti. Intanto, l’opposizione e la Municipalità puntano il dito e inseriscono il caso della Diedo in un elenco di esempi di «mala gestione e disinteresse» dell’amministrazione comunale.

Ma, nel botta e risposta politico, i genitori restano a bocca asciutta e si chiedono cosa ne sarà della loro scuola. Una cosa, però, la sanno per certo: in piena campagna elettorale, a due mesi dalle elezioni, nessuno può permettersi di perdere una scuola.

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