Scontro politico sull’incendio del condominio al Circus: il giovane che ha appiccato le fiamme accusato di tentato omicidio
Dopo il rogo a Chirignago per un alloggio conteso Fratelli d’Italia accusa: «In carcere chi occupa abusivamente»

Tentato omicidio e incendio doloso. Sono pesanti le accuse mosse e per le quali dovrà rispondere il ventenne di origine serba fermato la notte tra venerdì e sabato dalle Volanti della Questura, per aver appiccato il rogo all’appartamento di un trentenne albanese che risiedeva al primo piano della palazzina 4 del grande condominio del Circus, a Chirignago, rischiando di far esplodere l’intero palazzo e causare una strage.
Venerdì il ragazzo comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari, Alberto Scaramuzza. Nel frattempo le famiglie evacuate, comprese quelle coinvolte nella faida tra rom e albanesi all’origine dell’incendio, sono ospitate in un albergo a spese del Comune, sulla scorta dell’attivazione del pronto intervento che serve soprattutto per proteggere i minori, ben dieci, che risiedevano nel condominio.
La polizia sta svolgendo le indagini, per sviscerare le ragioni della guerra tra etnie, quelle di facciata e quelle più profonde, che mettono radici nella lotta per appropriarsi degli alloggi abusivamente, ma anche nelle questioni legate al mondo dello spaccio.
Oggi è convocato un vertice tra il presidente dell’Ater, Marco Mestriner, e la Questura, per affrontare il tema dei rientri nelle residenze, dopo la gravità dei fatti. Da una parte tutelare i minori, dall’altra evitare il ripresentarsi di situazioni di pericolo. «Gli sfollati, una ventina circa» spiega Mestriner «sono in capo ai servizi sociali del Comune, dal fine settimana subentreremo noi con le spese dell'alloggio, nel frattempo uno di loro ha recuperato le medicine di cui aveva bisogno. L’azienda sta lavorando per ripristinare gli alloggi ed entro la prossima settimana potranno rientrare».
Ma il nodo della questione, verte proprio sugli irregolari: «È convocato il tavolo con la Questura e con i servizi sociali per capire come risolvere la partita, bisogna scongiurare il fatto che le persone coinvolte in questa faida, mettano ancora in pericolo gli altri inquilini. Essendo abusivi non hanno un contratto regolare e non possono essere spostati se non lo decidono le forze dell’ordine». Mestriner, ha annunciato anche l’arrivo di telecamere di videosorveglianza.
A scontrarsi sull’incendio al Circus, le parti politiche. «Non consentiremo che il diritto alla casa in città si trasformi in una guerra per bande» interviene Andrea Martella, candidato sindaco del centrosinistra. «Quanto è accaduto è inaccettabile per la violenza brutale che lo ha caratterizzato e per i rischi altissimi corsi dai residenti, tra cui molti bambini. È il segnale che sulla gestione del patrimonio abitativo pubblico si è accumulato un ritardo grave, che oggi pagano i cittadini onesti». Martella chiede si affronti «il nodo della doppia proprietà tra Ater e Comune».
Aggiunge: «È indispensabile arrivare a un unico soggetto responsabile, per rendere più efficaci manutenzioni, controlli e assegnazioni». «Basta retorica, serve riaprire il dialogo con il territorio per proteggere le famiglie» rincara la dose il consigliere Pd, Gianluca Trabucco, che chiede il ripristino del comitato di zona abolito. «La rimozione di questi presìdi non è un dettaglio ma è l'atto con cui si interrompe il canale di segnalazione preventiva».
Il consigliere dei Verdi Gianfranco Bettin, attacca amministrazione e agenzia territoriale: «Comune e Ater, politiche fallimentari e pericolose» sbotta. «Incapaci di distinguere bisogno e abuso, incapaci di garantire un ordine giusto, sparano nel mucchio dei poveri cristi e lasciano impuniti i delinquenti, chiudono i presidi territoriali della Polizia locale e lasciano sfitte e in abbandono oltre duemila case tra Ater e Comune, sbagliano a fare i bandi pubblici e ritardano di anni le assegnazioni, demoliscono case pubbliche senza ricostruirle (centinaia), aggravando così il bisogno irrisolto di alloggio, e distruggono le forme più avanzate di intervento sociale nei quartieri».
FdI entra nella polemica a gamba tesa. «Devono finire tutti in galera, altro che caso di disperazione sociale o semplici disadattati» commenta il vice capogruppo in Regione Matteo Baldan. «Si tratta di persone senza scrupoli, potenziali assassini che si sono organizzati in gruppo e hanno rischiato di compiere una strage. Dare fuoco ad un intero condominio, far finire decine di persone all'ospedale per una faida tra abusivi che vogliono gestire come in un racket l'occupazione delle case non è la follia di un momento, è un crimine per il quale devono essere puniti con fermezza i colpevoli».
E ancora: «Se questi sono i fatti è evidente che si tratta di gente pericolosissima per tutta la collettività. Gente senza scrupoli, capace di gesti feroci senza minimamente considerare il valore della vita umana altrui: al Circus c'è stato un tentato omicidio e un incendio doloso che poteva fare una strage per una faida tra abusivi. Ovviamente una certa sinistra che difende da sempre le occupazioni troverà alibi e scuse di mestiere a questo caso, ma qui non ci sono giustificazioni, non c'è disagio che tenga, non c'è disperazione che giustifichi. La cosa più preoccupante, invece, è che queste situazioni sono figlie della sinistra che giustifica e incita le occupazioni, di chi chiama rivolta sociale un comportamento criminale. Persone che, secondo la sinistra che le difende, hanno più diritti dei cittadini perbene».
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