Scippa una collana da 5mila euro, il ladro preso da due finanzieri

Il giovane ha strappato la collanina d'oro a una 64enne in piazzale Barche ed è fuggito fino a via Costa, dove i finanzieri lo hanno bloccato. Poi l'evasione dai domiciliari e un secondo arresto: ora è in carcere

Edoardo Fioretto
La zona dove è avvenuto lo scippo
La zona dove è avvenuto lo scippo

 

Il posto scelto per sparire dalla circolazione non era dei migliori. Via Costa, una laterale di corso del Popolo, dietro un’auto in sosta. A pochi passi, però, si trova il comando provinciale della Guardia di finanza. È lì che venerdì è finita la fuga di un diciottenne, diciannove anni il prossimo 29 agosto, arrestato dopo aver strappato dal collo di una donna una collanina d’oro da circa 5.000 euro. E la sua giornata con le forze dell’ordine, in realtà, era appena cominciata.

Lo scippo è avvenuto in piazzale Barche, nel centro di Mestre. La vittima, una donna di 64 anni, stava caricando in auto il deambulatore dell’anziana madre quando il giovane (di origini marocchine) le si è avvicinato. Un gesto rapido, lo strappo, poi la corsa. La donna si è accorta subito di quanto era accaduto e, superato lo choc iniziale, si è lanciata all’inseguimento. Ha corso dietro al ragazzo fino a corso del Popolo, senza però riuscire a raggiungerlo. La madre era rimasta accanto all’auto, mentre la figlia cercava di non perdere di vista lo scippatore.

La fortuna, questa volta, aveva una divisa. Poco dopo la donna ha intercettato un equipaggio della squadra Volanti, impegnato negli ordinari controlli nell’area centrale di Mestre, e ha raccontato quanto era appena successo. Sono partite le ricerche, ma del diciottenne nessuna traccia. Per un motivo semplice: si era nascosto.

Aveva scelto via Costa e il riparo offerto da un’auto parcheggiata. Non si era accorto, però, di essere praticamente sotto gli occhi della Guardia di finanza. Alcuni militari hanno notato quel ragazzo accucciato dietro la vettura, lo hanno fermato e perquisito. In tasca gli hanno trovato la collanina d’oro. Una volta ricostruita la situazione e collegato il giovane allo scippo, per lui è scattato l’arresto.

La storia poteva chiudersi lì. Non è successo. In attesa dell’udienza di convalida, il diciottenne è stato ristretto ai domiciliari nell’abitazione di San Stino di Livenza in cui vive. Nella stessa serata, durante un controllo della polizia, a casa non c’era. Era in un bar poco distante. È così scattato un secondo arresto, questa volta per evasione, destinato ad aprire un nuovo fascicolo di competenza territoriale del tribunale di Pordenone. Il provvedimento è stato quindi convalidato, il giovane è in carcere.

Resta ora da chiarire se abbia agito da solo. La donna ha infatti riferito di aver notato durante lo scippo un secondo ragazzo, in monopattino elettrico, che potrebbe aver avuto il compito di agevolare la fuga del diciottenne.

Gli investigatori stanno passando al setaccio le telecamere della zona per ricostruirne movimenti e ruolo, dalla comparsa in piazzale Barche fino alla fuga verso corso del Popolo. Per il primo giovane la corsa è durata poco: da piazzale Barche a via Costa. Poi ai domiciliari. E, poche ore dopo, dietro alle sbarre.

 

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