I manifestanti sul ponte di Calatrava (foto Matteo Tagliapietra/Interpress)
I manifestanti sul ponte di Calatrava (foto Matteo Tagliapietra/Interpress)

Sciopero generale, doppio corteo a Mestre e Venezia: «Ci riprendiamo le città»

Nella mattinata di venerdì 30 ottobre le manifestazioni in piazza con studenti, sindacati e cittadini contro caro vita, caro affitti, scuole poco sicure e guerra. In centro storico il corteo da Santa Margherita a piazzale Roma, mobilitazione in strada anche a Mestre

Maria Ducoli, Pietro Urbani

In piazza contro il carovita, il caro affitti, il caro carburante. In piazza anche per scuole «che non cadano a pezzi», corsi di educazione affettiva in classe. Infine, in piazza contro le guerre, contro i soldi alle armi e non alle politiche sociali, alla sanità, alla scuola.

Rivendicazioni scritte su cartelli coloratissimi, gridate al cielo da campo santa Margherita a Venezia a piazzale Cialdini a Mestre dai giovani e giovanissimi che hanno raccolto l’appello del centro sociale Rivolta a mobilitarsi «per un futuro migliore», seguendo così le orme dei sindacati di base che hanno indetto per venerdì 30 ottobre uno sciopero nazionale.

La mobilitazione a Mestre (foto Lorenzo Pòrcile)
La mobilitazione a Mestre (foto Lorenzo Pòrcile)

La sicurezza

Rafforzati i dispositivi di polizia a Mestre e in centro storico, dove contemporaneamente si tiene la manifestazione in campo Santa Margherita. Il timore è che alle motivazioni dello sciopero indetto dall’Usb si saldino le rivendicazioni di gruppi anarchici con possibili infiltrazioni di frange violente, come avvenuto lo scorso 17 ottobre a Milano e Torino.

Nemmeno l’ombra di disordini, invece, al corteo mestrino delle scorse settimane. Motivo per cui il questore Antonio Sbordone si era detto tranquillo nel momento in cui era stata annunciata la mobilitazione di venerdì 30. Possibili tensioni potrebbero verificarsi sotto la sede dell’Ufficio scolastico e della Città Metropolitana, a Mestre, dove già durante la scorsa manifestazione i giovani manifestanti avevano lanciato delle uova.

Qui Venezia

Dopo l'appuntamento in campo Santa Margherita fissato per le 9, il corteo inizia alle 9.20 in direzione piazzale Roma. Difficile dare un numero alle persone che nel centro storico di Venezia hanno risposto alla chiamata di sciopero generale lanciato da Usb, ma, approssimando, si può dire che la cifra si aggiri intorno al migliaio di persone.

«Siamo la Gen z, la generazione in rivolta in tutta Europa», ha detto un militante del Centro Sociale Morion prima della partenza, «In Serbia gli studenti hanno fatto cadere il governo e oggi, in occasione dello sciopero generale, gli studenti e le studentesse anche a Venezia si riprendono la loro città. Vogliamo far sentire la nostra voce. Oggi la piazza è degli studenti e delle studentesse».

Lo striscione srotolato dal garage comunale a Venezia
Lo striscione srotolato dal garage comunale a Venezia

In piazza numerosi studenti dei licei e dell’università: sono stati loro a colorare il corteo con striscioni e cartelloni che hanno rimandato non solo alla battaglia contro il carovita, ma anche contro il ministro dell’istruzione Valditara, sulla scia della piazza che ha visto come protagonisti gli studenti medi lo scorso 16 ottobre.

«Oggi i porti di più di cento paesi verranno bloccati», ha urlato al megafono un manifestante, «Gli studenti e i lavoratori insieme faranno sentire la propria voce. Il ministro Salvini ha provato a precettare lo sciopero dei trasporti per frenare l’ondata di proteste e noi gli dobbiamo dimostrare di essere ancora più forti, fianco a fianco».

Arrivata a piazzale Roma, la testa del corteo non ha provato a bloccare il ponte, fermandosi ben prima della rampa verso Santa Chiara. È stato affisso uno striscione sul tetto del garage comunale che recitava “Riprendiamoci il futuro”, mentre altri attivisti hanno scritto sull’asfalto con la vernice “Più scuole meno bombe”.

Terminata l’azione a piazzale Roma, il corteo si è spostato pacificamente dirigendosi verso Strada Nuova attraversando il ponte di Calatrava, per poi proseguire fino a Rialto.

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