Sciopero di taxi e trasporto merci a Venezia Il prefetto allerta la polizia: "Garantire i servizi"

Stop ai taxi e al trasporto merci contro le ordinanze che regolano il traffico in Canal Grande. I trasportatori rispondono al sindaco: «Alla fine ha penalizzato solo noi, salvando le vere lobby». La prefettura: «Le forze dell’ordine dovranno garantire la libertà delle persone e di chi non vuole scioperare»

VENEZIA. Sciopero a oltranza e blocco del trasporto merci. Niente taxi e motoscafi del noleggio per tutta la giornata. Linea dura di trasportatori e taxisti contro l’amministrazione comunale. Le due categorie contestano i provvedimenti decisi per la sicurezza del Canal Grande nell’ambito degli ormai famosi «26 punti», annunciati all’indomani dell’incidente mortale a Rialto, costato la vita al turista tedesco. Il blocco è cominciato già dalla mezzanotte, con presìdi dei trasportatori merci al Tronchetto.

E la tensione sale. Il Prefetto ha ieri allertato le forze dell’ordine. «Sollecitando Comune, Polizia, Carabinieri, Finanza e Capitaneria di porto», si legge in una nota dell’Ufficio del governo, «a controllare che lo sciopero del trasporto acqueo non comprometta i diritti dei cittadini«. Polemica che sale di tono, dopo che in un comunicato congiunto le categorie avevano annunciato un possibile «blocco degli accessi alla città per evitare forme di trasporto abusivo». La Prefettura ha annunciato – per quanto riguarda i taxi, soggetti al codice di autoregolamentazione – l’avvio di un procedimento di segnalazione al Garante per l’illegittimità dello sciopero, a ridosso dello sciopero nazionale di venerdì. Adesso interviene e invita le forze dell’ordine a «disporre adeguate misure di vigilanza e controllo affinché il diritto di manifestare sia contemperato con la libertà di movimento e di circolazione dei cittadini». «In particolare», continua la nota della Prefettura, «sono state impartite precise direttive affinché sia garantita la libertà di svolgere attività di trasporto da parte di chi non intenda aderire al fermo e si prevengano eventuali iniziative che possano provocare turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica».

E ieri i trasportatori hanno risposto a muso duro al sindaco Orsoni, che ha definito «incomprensibile e ingiustificato» lo sciopero, accusando le corporazioni di fare i loro interessi. «È incomprensibile solo per lui», risponde il segretario dei trasportatori artigiani Giovanni Grandesso, «i cittadini devono sapere che quei provvedimenti avranno dei costi che graveranno sui cittadini. Siamo stati ricevuti ma solo per avere comunicazione di provvedimenti già decisi. Per dialogare bisogna essere in due, e queste dichiarazioni certo non favoriscono il dialogo. Alla fine a essere colpiti sono soltanto i trasportatori, salvaguardando le vere lobby che sono il trasporto pubblico, l’Actv e i gondolieri».

Preoccupazione per l’inasprirsi della vertenza da parte di Renzo Scarpa (Gruppo Misto), che invita l’amministrazione ad agire per impedire il verificarsi di disagi. «Occorre», dice Scarpa, «fare un salto di qualità e occuparsi di riforme strutturali e non come ha fatto fino adesso il Comune, di rive e fasce orarie». Duro attacco alla giunta anche da Sebastiano Costalonga (Fratelli d’Italia) che ricorda come i 26 punti non garantiscano ai cittadini sicurezza e certezza nel rispetto degli orari. «La giunta farebbe bene a dimettersi», dice il consigliere, «perché non ha saputo garantire la concertazione ed evitare lo sciopero». Ma il sindaco e il suo assessore Bergamo sono decisi ad andare avanti. «Incontri ne abbiamo fatti, commissioni anche», dice Bergamo. Non si tratta nemmeno della rivoluzione, ma soltanto di uno spostamento di qualche ora delle fasce orarie del trasporto, limitato all’area di Rialto. Ma le tensioni accumulate in anni di «promesse mancate», hanno portato allo scontro. Già dalla mezzanotte sono attivi i presidi al Tronchetto. Non sono previsti cortei in Canal Grande ma un’assemblea-conferenza stampa a mezzogiorno a San Lio.

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