Schlein a Mestre lancia Martella: «Il risveglio di Venezia è un segnale per Roma»
Skardy detta il ritmo con lo slogan “Bum Bum Martella” e fa ballare la piazza. Il candidato del centrosinistra assicura: «Cancelleremo il conflitto di interessi»

«Bum, bum. Martella». Ci pensa Sir Oliver Skardy a incitare,ad ogni canzone dei Pitura Freska, i mille in piazza Ferretto per il comizio di chiusura della campagna elettorale di Andrea Martella e del centrosinistra. Lui si diverte, fa anche una veloce videochiamata per mostrare alla figlia l’aria di festa che si respira. Sorride.
Due ore di musica e interventi, quelli di tutti i portavoce dell’ampia coalizione de La Stagione Buona.
«La differenza siete voi»
Le parole finali sono quelle di Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, accolta da un bagno di folla e selfie. «Venezia è città che ha voglia di un risveglio democratico, che ha voglia di partecipazione, che vuol far rivivere leMunicipaltà. Una sfida che riguarda la qualità della vita dei veneziani.E da qui può arrivare un segnale forte fino a Roma»,dice alla piazza la Schlein. «Ma la differenza la fate voi, non io. E dopo la straordinaria partecipazione popolare per vincere il referendum, impegnatevi per riportare a votare chi alle precedenti elezioni non lo ha fatto. La carta più credibile del cambiamento siete voi», incita la leader del Pd.
Ai giornalisti prima di salire sul palco davanti all’ex Excelsior, ribadisce il giudizio negativo sulla amministrazione Brugnaro. «La nostra è negativa ma quella più importante la daranno i veneziani con il loro voto».
Laboratorio nazionale
E ribadisce che Venezia è parte del laboratorio nazionale del campo largo in vista delle elezioni del 2027. L’esito del voto inciderà molto. Lo dicono anche gli alleati. Raffaella Paita di Italia Viva, l’europarlamentare M5s Gaetano Pedullà e Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione. L’attrice Ottavia Piccolo scandisce i tempi degli interventi di tutte le anime della coalizione: Ugo Bergamo di Venezia è tua, Silvia Nalin di Più Europa, Pietro Lotto del Psi, il radicale Samuele Vianello, Marco Gasparinetti di Terra e Acqua. Gianfranco Bettin, Avs, strappa applausi quando ricorda Giacomo Gobbato. Per Bettin il centrosinistra instaurerà in città «un ordine socievole». Duro e fortemente repressivo «con delinquenti, narcotrafficanti, neonazisti». Ma in una città «che si libera dalla paura e torna ad animarsi».
Parla Martella
Sono le 19.30 quando il candidato sindaco parla alla piazza che si è riempito fino ad accogliere oltre mille persone. «Grazie a tutti voi per la passione, per la fiducia, per l’energia che ci avete dato. è stata una campagna elettorale lunga fatta di porte aperte e di tantissime domande. Io non ho trovato una città rassegnata ma stanca. Stanca di essere governata dall’alto, trattata male, non ascoltata».
Ricorda i tanti temi messi sul piatto di uesta campagna elettorale. In primis il diritto all’abitare. Poi la sicurezza «che non è solo uno slogan ma un diritto di tutti». La salute, la necessità di riqualificare la città e potenziare le politiche sociali. E il tema del lavoro con il rilancio di Porto Marghera «come polo scientifico, tecnologico, industriale, pulito. Non certo un sito per l’industria bellica», scandisce il candidato. E poi il Porto e il tema della cultura.
«C’è una parola che scomparirà dal nostro vocabolario e da Venezia. Questa parola è conflitto di interessi». Martella scatena applausi. «La gente mi chiede: ce la facciamo? Sì, ce la facciamo. Venezia, nella sua storia, si è sempre rialzata . E allora mancano 48 ore al voto e lavoriamo per convincere tutti che il loro voto utile. Noi siamo gli unici a poter battere la destra». Infine la promessa agli elettori. «Continuerò a lavorare con l’impegno, umiltà e determinazione. Quella che abbiamo mostrato in queste settimane».
Anche Elly Schlein ha parole sentite per Martella. «È lui la risposta migliore per continuare questa strada di partecipazione democratica che risvegli Venezia e dia una spinta forte per vincere anche le prossime elezioni, per mandare a casa il governo Meloni e fare finalmente la differenza».
La piazza
In piazza Ferretto tanti volti,tante storie, tante anime di questa “Stagione buona”. Direttamente da Camden, Londra, arriva Lazzaro Pietragnoli. Che voterà a Venezia dopo esser andato ad abbracciare la mamma. C’è il gruppo della rivista online Ytali con il direttore Guido Moltedo e l’architetto Giovanni Leone. Arrivano da Chioggia Montanariello, Barbara Penzo, Lucio Tiozzo. In prima fila Nicola Pellicani, Giulia Albanese. Anna Forte candidata presidente a Mestre è la prima a parlare. Rivuole la Mestre bella di Gaetano Zorzetto. Fa caldo, tanto, e i tavolini dei bar della piazza si riempiono di gente. Ci sono gli striscioni per il popolo palestinese e contro la guerra. Gli attivisti dei vari partiti della coalizione sono mescolati tra loro. Ci sono le famiglie con i bambini e quelli che rimpiangono la piazza degli anni Settanta strapiena di gente per i comizi di Berlinguer e Lama. Altri tempi. Ci sono i giovani.
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