Morto il ginecologo Franzato, ha fatto nascere novemila bambini

Il medico di San Donà aveva 80 anni ed è stato stroncato da una malattia fulminante insorta un mese fa. Le sue pazienti arrivavano da tutto il Veneto

Giovanni Cagnassi
Il dottor Paolo Franzato
Il dottor Paolo Franzato

Ha fatto nascere qualcosa come 9.000 bambini a San Donà e ha effettuato 40.000 visite ginecologiche ad altrettante pazienti che lo consideravano una vera autorità nel settore: è morto sabato 29 agosto il dottor Paolo Franzato.

Si è spento a causa di una malattia fulminante che in un mese lo ha strappato all’affetto della sua famiglia e alle pazienti che ne avevano apprezzato professionalità e umanità in tanti anni di carriera. I funerali mercoledì 2 settembre alle 15.30 nel duomo cittadino, mentre il rosario martedì 1 alle 18.30 sempre in duomo. Lascia la moglie Mirella Barborosso e i figli Giuseppe e Paola, i nipoti Alvise e Leonardo.

Aveva chiuso la sua lunga attività e l’ambulatorio privato nel dicembre del 2024, nonostante l’insistenza di tante pazienti che temevano di perdere la loro guida. 80 anni, laureato all’università di Padova, con specializzazione all’università di Trieste, era conosciuto in tutto il Veneto e anche oltre la regione grazie alla sua competenza. La regina di tutti i circhi, Moira Orfei, che aveva abitato per un periodo in riva al Piave, era una sua affezionata paziente e con la sua assistenza aveva partorito i due figli, nati all’ospedale di San Donà.

Franzato ha lavorato 36 anni tra gli ospedali di San Donà e Treviso, poi come ginecologo nello studio privato in via Risorgimento a San Donà che ha chiuso nel 2024. Come medico ha cercato prima di tutto l’empatia con i pazienti, unitamente a competenza e professionalità, e la dotazione di strumenti tecnologici all’avanguardia, come l’ecografo. Personalmente ne aveva acquistati diversi proprio per garantire la massima precisione nelle visite.

È stato un maestro per tante giovani generazioni di medici. Ha vissuto la professione con amore e passione. Lavorava dalle prime ore del mattino fino a sera inoltrata. Ai giovani suggeriva di non pensare al denaro, ma lavorare con passione vera per raggiungere tutte le soddisfazioni.

 

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