Minaccia la compagna: «Ti butto giù dal balcone», condannato a quattro anni

L’uomo residente a Salzano era accusato di stalking aggravato nei confronti della compagna. Era già stato arrestato per averla accolta dentro casa brandendo un badile. La difesa annuncia già l’intenzione di ricorrere in secondo grado

Eugenio Pendolini
Una donna presenta denuncia per maltrattamenti
Una donna presenta denuncia per maltrattamenti

La picchiava e la insultava, in continuazione. E da lungo tempo: quell’atteggiamento prevaricatore andava avanti da più di un anno. In mezzo, anche la minaccia di buttarla già dal balcone. Per il pubblico ministero Ermindo Mammucci, ce n’era a sufficienza per contestare all’uomo l’accusa di stalking aggravato nei confronti della compagna.

E così ieri, 5 febbraio, dopo la richiesta di una pena a tre anni e quattro mesi avanzata dalla procura, la giudice per le indagini preliminari Claudia Ardita ha condannato a quattro anni un cinquantenne, di origini italiane, con il rito abbreviato (che garantisce lo sconto di pena di un terzo).

L’episodio, solo l’ultimo di una serie apparentemente interminabile che ogni settimana arriva nelle aule di tribunale, risale al periodo compreso tra il 2024 e il 2025. L’uomo, residente a Salzano, secondo quanto contenuto nella denuncia della vittima continuava da più di un anno ad avere nei suoi confronti un comportamento violento.

Secondo quanto riportato dalla denuncia e poi finito nelle carte dell’accusa, la donna veniva picchiata e insultata quotidianamente. In un’occasione, come detto, si era spinto a minacciarla di buttarla giù dal balcone.

Un’altra volta invece, l’aveva accolta in casa con il badile. Dalla prima denuncia, ne era scaturito l’arresto. Anche dal carcere, però, l’uomo aveva continuato a scriverle chiedendole di raccontare, in sede processuale, che in realtà non aveva paura di lui.

Diversa, invece, la linea difensiva seguita nel processo da parte dell’avvocato Marco Zanchi. Per la difesa, la parte offesa, che al processo non si era costituita parte civile, sarebbe stata in realtà intenzionata a ritirare la denuncia.

Trattandosi però di stalking aggravato, la cosa non era possibile motivo per cui il procedimento è andato avanti. La cornice degli episodi denunciati, secondo quanto spiegato dalla difesa nel corso del processo, sarebbe quella di una lunga serie di problematiche insorte per problemi di natura psichiatrica dei due conviventi.

Per l’episodio del badile, poi, il cinquantenne era già stato arrestato e condannato per minacce ad un anno (poi ridotto ad una pena di dieci mesi). Quel singolo episodio era stato giudicato singolarmente da parte del tribunale, senza quindi inserirlo nel contesto di prevaricazione che, a distanza di qualche anno, gli è costato un secondo procedimento per stalking.

Rispetto alla lettera inviata dal carcere, invece, completamente diversa la ricostruzione fornita dalla difesa in sede processuale.

In particolare, sarebbe stata la parte offesa a chiamare l’avvocato difensore dell’imputato per dirgli che era ancora legata a lui e che in realtà non avrebbe voluto denunciarlo. Insomma, quella lettera avrebbe avuto un tenore tutt’altro che minaccioso e, anzi, incentrato sul tentativo di chiedere scusa alla compagna.

Il tribunale, tuttavia, non è stato di questo avviso e ha condannato l’uomo a quattro anni. La difesa, con l’avvocato Zanchi, ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. —

 

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