«Rotatoria pericolosa per chi va in bicicletta» Cento firme per dire no

SPINEA
Prime importanti voci contrarie al progetto della rotatoria all’incrocio della provinciale 81 con via Fornase e via Crea a Spinea. Il “no” a quanto per ora elaborato dal Comune arriva, sotto forma di una raccolta firme che ha già superato le cento adesioni, da Fiab Spinea AmicaBici, associazione presente in città dal 2014 che si è sempre impegnata per promuovere l’uso della bicicletta e sensibilizzare l’opinione pubblica e le amministrazioni comunali alle problematiche della ciclabilità. «Le uscite in bicicletta organizzate sul territorio hanno anche lo scopo di far conoscere ai cittadini le potenzialità e le carenze esistenti nella rete ciclabile della città», spiega il coordinatore del gruppo Riccardo Righetti, «Avevamo mandato comunicazione all’amministrazione comunale già a marzo con osservazioni in merito alla futura viabilità ed alle esigenze di pedoni e ciclisti da tutelare con attraversamenti che ne garantiscano la sicurezza. A maggio avevamo espresso l’esigenza di un sottopasso, richiesto peraltro da una raccolta firme autonoma di centinaia di cittadini, anche a nostro parere, l’unica soluzione che avrebbe garantito la completa sicurezza dell’attraversamento. Tutto questo ha purtroppo avuto esito negativo».
La proposta fatta dal Comune di Spinea per la rotatoria, cioè l’installazione di un semaforo a chiamata ad est sul lato verso Mira, viene dunque considerata insufficiente. «Già nella prima comunicazione, Fiab Spinea evidenziava che, in assenza del sottopasso, la migliore soluzione alternativa per un attraversamento a raso era quella di localizzarlo ad ovest della rotatoria, sul lato verso Mirano, per garantire le migliori condizioni tecniche e di sicurezza per la viabilità pedonale e ciclabile». Fiab suggerisce anche la contemporanea costruzione di una pista ciclabile bidirezionale. «Ribadiamo l’importanza dell’operazione di recupero degli argini di grande pregio ambientale», concludono, «che permetterà di lenire parzialmente le ferite inferte alla nostra città da una folle cementificazione, che ricordiamo è sul podio a livello regionale con il terzo posto per consumo di suolo». —
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