Romea e nuova ferrovia pressing del comitato
CHIOGGIA
Terzo sollecito del comitato Romea per la convocazione di una seduta della IV commissione perché si costituisca una delegazione per concertare con le autorità competenti una variante alla statale e avviare le procedure per la nuova ferrovia verso Piove di Sacco-Venezia-Padova. L’appello, inviato anche al prefetto, contiene anche la richiesta di una conferenza dei servizi istruttoria o preliminare alla cessione dell’Arzerone ad Anas quale variante di tracciato della Romea. Le prime due richieste di convocazione della IV commissione risalgono al 22 marzo e al 3 maggio. «Il ministero delle Infrastrutture», spiega il presidente del comitato Giuseppe Boscolo Gioachina, «ritiene problematico un provvedimento di limitazione del traffico pesante in un tracciato lungo come la Romea, mentre secondo noi esiste la percorribilità giuridica e latita la volontà politica. Al ministro Giovannini va chiesto un confronto sulla questione del traffico pesante: la città condivide e sostiene davvero la posizione del comitato, sostenibile sotto il profilo giuridico, oppure ritiene fondate le perplessità e resistenze del ministero? Visto che è imminente lo scioglimento del consiglio comunale per nuove elezioni, appare urgente discutere la proposta di convocazione da parte del Comune di una conferenza di servizi sull’Arzerone. Questa iniziativa del Comune appare necessaria sia in vista degli imminenti lavori di Anas per la realizzazione della rotatoria a Valli, con i conseguenti prevedibili disagi, sia per sostenere la già inoltrata richiesta comunale di parallela pista ciclabile con finanziamento dal Recovery. Va discussa, impostata e svolta una vera e propria “Vertenza Chioggia-Romea -Ferrovia”, un fermo confronto politico con Governo, Regione e Città metropolitana, sostenuto da responsabili e incisive manifestazioni di protesta conseguenti alla impressionante gravità della situazione del traffico locale. In attesa della convocazione della IV commissione, sospendiamo ogni ulteriore attività, riservandoci di protrarla fino alla successiva votazione in consiglio comunale». —
e. b. a.
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