Mestre, via al nuovo quartiere di via Ulloa: due torri, studentato e parco da 30 mila mq

Progetto curato dallo studio londinese Grimshaw e dallo studio veneziano H&A con l’architetto Piero Giovannini. Le operazioni preliminari alle bonifiche, valore 500 mila euro, sono partite nei mesi scorsi

Mitia Chiarin
Il progetto della lottizzazione Cediv-Salini a Marghera
Il progetto della lottizzazione Cediv-Salini a Marghera

Cambierà il panorama della stazione di Mestre. Ma cambierà anche l’affaccio su Marghera. Dove sono coinvolti anche i privati, con un investimento da 110 milioni di euro della Cediv (gruppo Salini Webuild) che ha avviato le primissime operazioni di pulizia (innescando subito proteste contro il taglio di alberi) dell’area che ospiterà un’area verde pubblica di 30 mila mq (tre ettari) due torri da 80 metri, che diverranno uno studentato, un garage multipiano, edifici residenziali e spazi per gli uffici.

Progetto curato dallo studio londinese Grimshaw e dallo studio veneziano H&A con l’architetto Piero Giovannini. Le operazioni preliminari alle bonifiche, valore 500 mila euro, sono partite nei mesi scorsi.

«Noi siamo pronti a partire. Ma attendiamo le autorizzazioni alle bonifiche belliche ed ambientali che speriamo arrivino presto, per poi avviare le opere di urbanizzazione», spiega l’architetto Elena Sciliberto, che sta seguendo la partita dei cantieri a Marghera e che avrebbe di recente anche incontrato il nuovo sindaco Venturini per un confronto sulle cose da fare.

Che sono ovviamente tante perché in via Ulloa nascerà tra la Cita e il sottopasso verso i binari della stazione un nuovo moderno quartiere con accesso diretto dalla tangenziale, attraverso la bretella Carbonifera. Le bonifiche vanno autorizzate dalla Regione; l’urbanizzazione dal Comune.

I privati avranno anche il compito di realizzare tutte le opere, lato Marghera, di allaccio alla stazione sopraelevata, il ponte voluto da Comune e Rfi per riqualificare la stazione di Mestre rendendola un hub della mobilità davvero moderno.

La architetto Sciliberto conferma poi che nelle torri (due di 80 metri collegate da una base comune) non ci sarà un nuovo albergo, bensì uno studentato, per dare risposte ai bisogni di alloggi agli studenti che studiano nella nostra città.

Ora per stimare i tempi del via ai cantieri bisogna attendere le autorizzazioni. «Stimiamo circa sei mesi ancora tra attesa e pratiche finali per ottenere i permessi a costruire», stima la professionista.

«Fine lavori? Tra il 2030 e il 2031, in linea - ovviamente - con i tempi di realizzazione della nuova stazione. Le due operazioni devono infatti procedere in parallelo», spiega l’architetto. La lottizzazione di via Ulloa ha avuto una genesi lunga. Nel luglio 2019 il consiglio comunale veneziano ha approvato l’accordo di programma pubblico-privato per l’area.

Poi con la concretizzazione del progetto, fortemente voluto dall’ex sindaco Brugnaro, della nuova stazione ferroviaria con un ponte sopra il fascio di binari, l’accordo di programma con la Cediv è stato aggiornato nel 2021 inserendo che sarà la società del gruppo Salini ad occuparsi anche della struttura di scavalco di via della Libertà e di tutte le opere di urbanizzazione all’interno del perimetro dell’accordo stesso, comprendendo quindi il nuovo parco urbano, lo svincolo stradale dalla Carbonifera, il parcheggio multipiano.

Inoltre con la realizzazione di questo parcheggio a silos l’amministrazione comunale intende anche ridurre il traffico veicolare e di autobus Granturismo che oggi interessa lo stretto viale Stazione.

Ed è certo, per esempio, che la fermata dei bus della Flixbus che fanno sosta a Mestre si dovranno spostare dal 2031 sul lato di Marghera. E il traffico di autoveicoli diretto in stazione sarà dirottato, per lo più, su questo parcheggio, riducendo il peso del traffico fronte stazione di Mestre.

E le torri di cento metri previste dal lato di Mestre? In disparte, per ora, resta l’imprenditore Michael Kluge (cofondatore degli ostelli A&O) e che ha acquistato anni orsono l’ex palazzo delle Poste a fianco della stazione di Mestre. Qui doveva nascere una delle due torri, con affaccio sul primo binario, alte cento metri previste nell’accordo di programma per la nuova stazione di Mestre.

Ma ci sono i limiti sullo Skyline di Unesco. Tanto che Kluge - questi gli ultimi rumors dei mesi scorsi - avrebbe prospettato in Comune una soluzione alternativa: cancellare l'ipotizzata torre da 100 metri prevista al posto del palazzo, in abbandono da anni, e ottenere la possibilità di ristrutturare l’immobile senza modificarne le altezze, con due piani di esercizi commerciali e sopra uffici direzionali.

La torre avrebbe avuto funzioni miste (con una parte di alberghiero). I disegni sono dello studio di Sandro Bisà.

La seconda torre è invece di competenza di Sistemi Urbani, società di Ferrovie, posta sul mercato come le previste nuove case in palazzine nella zona dell’e x Parco ferroviario di via Trento. 

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