A Venezia Szumski schiera Agirmo e si candida capolista
La lista Resistere Veneto contro il ticket: «Sì a due card con servizi». E rilancia la necessità dello statuto speciale. Il candidato sindaco: «Al ballottaggio nessun apparentamento»

Sono scesi in campo per ultimi, hanno aspettato «che le bocce si fermassero», osservato con attenzione cosa stava succedendo, interloquito con «diverse liste che si sono dichiarate civiche ma, alla fine della fiera, nella maggior parte dei casi sono satelliti in cerca di orbita».
Così, Resistere Veneto ha deciso di correre in solitaria, candidando Roberto Agirmo a sindaco di Venezia. Una sola la certezza granitica del gruppo: nessun apparentamento in vista per il ballottaggio. Forte del 5% di preferenze conquistate alle elezioni regionali dello scorso novembre, il partito nato dal basso e guidato dall’outsider Riccardo Szumski guarda con ottimismo alle comunali: «Che percentuale speriamo di ottenere? Non abbiamo limiti», annuncia Szumski stesso, medico radiato dall’Ordine per posizioni no vax, (anche se preferisce definirsi «free vax») e paladino dei delusi di entrambi gli schieramenti, destra e sinistra che siano. Resistere Veneto guarda proprio a loro: «I nostri elettori sono persone che non accettano più un certo tipo di politica. Noi non siamo né di destra né di sinistra», commenta Agirmo.
Chi è il candidato sindaco
Roberto Agirmo, mestrino classe 1967, è imprenditore del settore turistico con un network di oltre 200 agenzie di viaggio e tour operator di cui è presidente.
La sua esperienza politica lo vede prima vicepresidente della lista “Indipendenza Noi Veneto”, creata nel 2014, e poi candidato sindaco nel 2017 a Marcon. Con Szumski condivide la spinta autonomista, oltre che i dubbi sull’opportunità dell’obbligo vaccinale. «Sono emozionato e onorato», dice presentandosi.
Il programma
Al centro del programma di Resistere Veneto, l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, sull’autonomia degli enti locali, e il riconoscimento reale della sua condizione di insularità. Aspetti già sollevati con una mozione al consiglio regionale da parte dei consiglieri Szumski e Davide Lovat, ancora quattro mesi fa.
«Nessuna forza politica ha portato la questione a Roma, non vanno contro le direttive dei partiti. Noi siamo altro». La lista dal cuore indipendentista lo ammette: ad oggi è sola e, quindi, il rischio è che la richiesta di uno statuto speciale per Venezia non arrivi mai a Roma.
«A parole, anche gli altri candidati sindaci sono disponibili a portare avanti queste questioni, poi si vedrà nei fatti», aggiunge Agirmo. L’aspirante primo cittadino si dice contrario al ticket d’accesso così come l’ha pensato la giunta fucsia.
La proposta di Resistere Veneto prevede l’eliminazione del contributo, alzando la tassa di soggiorno, più bassa delle altre città turistiche. Agirmo ipotizza, poi, due carte facoltative: una da 25 euro per i turisti che pernottano meno di tre notti, con accessi gratuiti ad alcuni musei “minori”, e una che oscilla tra i 200 e i 250 euro per chi visita la città per più di tre giorni, con il 50% di sconto sui trasporti e l’accesso gratuito a tutti i musei.
In terraferma, invece, la priorità è la sicurezza, «attualmente quasi sconosciuta». La lista strizza l’occhio agli ambientalisti: «Basta cementificazione, con noi solo rigenerazione urbana».
Gli aspiranti consiglieri
Szumski capolista, poi Silvia Favaretto, Edoardo Rubini, Francesca Doria, Lorenzo Greco, Silvana Miotto, Vladimiro Valerio, Manuela Marchiori, Pietro Gasparoni, Patrizia Treppo, Gennaro Muscari Tomaioli, Daniela Semenzato, Luigino Gatto, Cecilia La Monaca, Davide Bettenelli, Lordana Vanin, Davide Pavan, Diana Maria Bof, Adriano Carbonich, Catia Keber, Dino Basso, Maria Maestri, Daniele Tosatto, Fiorella Vio, Maurizio Venchierutti, Monica Ambrosio, Giuseppe Mirisciotti, Eros Trevisan, Lorenzo Lioce, Daniele Foltran.
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