Poste di Bibione, piove nel prefabbricato: chiude l’ufficio provvisorio

Intervento dei vigili del fuoco dopo la segnalazione di infiltrazioni: bloccata l’attività. L’azienda promette: «Dalla prossima settimana partono i lavori di ampliamento»

Rosario Padovano
L’intervento dei vigili del fuoco alle Poste provvisorie di Bibione
L’intervento dei vigili del fuoco alle Poste provvisorie di Bibione

Piove dentro, i vigili del fuoco chiudono l’ufficio provvisorio di Poste Italiane a Bibione, ricavato da metà febbraio scorso in un container. Poste Italiane ha precisato che mercoledì 15 aprile verranno eseguiti gli interventi e che, se tutto va bene, l’ufficio provvisorio riaprirà giovedì 16.

Da otto settimane, la sede unica delle poste in via Maja è chiusa per i lavori del circuito e-Polis, il programma di azzeramento del divario digitale, che sta riguardando tanti uffici anche nel Portogruarese, come quello di Pramaggiore, dove il sindaco Fausto Pivetta ha protestato per le lungaggini dei lavori.

Quelli di Bibione si concluderanno in piena stagione, ad agosto.

Una previsione che ha fatto andare su tutte le furie i commercianti locali e alcuni utenti che, privi di Postamat fino all’agosto prossimo, sono costretti a raggiungere Lignano o San Michele per prelevare contante.

A denunciare i disagi è stato il sindacalista di Slc Cgil, Ciro Casonato, che si è fatto portavoce anche di altri disagi che riguardano il territorio. «Quanto sta avvenendo a Bibione ha dell’incredibile. Un ufficio ricavato in un prefabbricato in una località come Bibione è un danno di immagine notevolissimo. Piovendo dentro, la situazione si è fatta insopportabile».

Già a marzo Casonato aveva denunciato che c’era un’infiltrazione sulla sede provvisoria dell’ufficio, che sorge a breve distanza dalla sede sottoposta a lavori, ma non si è rimediato. Ieri diluviava.

L’ acqua ha raggiunto proprio la postazione di un operatore allo sportello, con disagi che non si potevano più rinviare. E di fatto è stato proprio Casonato a chiamare i pompieri. «A parte le persone che in mezzo all’erba aspettavano il proprio turno muniti di ombrello per ripararsi, col rischio di finire nel fango, va sottolineato il disagio proprio degli operatori costretti a lavorare con l’acqua che entrava. È mancata la sicurezza. Con la chiusura anche dell’ufficio provvisorio gli utenti», teme Casonato, «saranno costretti a raggiungere Cesarolo, dove c’è un impiegato soltanto; o a sorbirsi chilometri e chilometri ulteriori per raggiungere Lignano o San Michele».

Poste Italiane ammette che a Bibione c’è l’infiltrazione e che l’ufficio mercoledì 15 aprile resterà chiaramente chiuso per le riparazioni del caso. «Inoltre», riferiscono da Venezia, «la settimana prossima sono in programma altri lavori per ampliare gli spazi interni del container di Bibione. Inoltre nessun ufficio postale della provincia subirà ridimensionamenti».

Alla fine del la giornata uggiosa, la disavventura ha sortito gli effetti sperati da tutti e anche dallo stesso sindacalista Casonato: l’ufficio postale provvisorio di Bibione adesso verrà sottoposto a miglioramenti.

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