Radiologie in carcere «Più cure e risparmi»

Il taglio del nastro e tanti sorrisi tra le sbarre e le mura di cinta del carcere maschile Santa Maria Maggiore per l'inaugurazione delle nuove apparecchiature radiologiche dedicate all'infermeria e al primo soccorso e collocate dall'Usl 3 con il finanziamento della Regione.
«In un Paese civile la pena va scontata fino all'ultimo giorno. Un Paese civile garantisce però al detenuto il rispetto che si deve a un essere umano e la salvaguardia della salute. È ciò che stiamo facendo in Veneto da quando la sanità penitenziaria è passata dal Ministero alle Regioni. Vengano pure tutti gli ispettori dell'Onu: troveranno solo una buona pratica. Ora ci saranno anche più sicurezza e meno costi». Nell'anno 2017, con procedure complesse, i trasporti in ospedale dei detenuti con la polizia penitenziaria sono stati 300.
«L'apparecchiatura fissa ci permette di fare risparmi importanti in termini di sicurezza e di diagnosi immediata con gli ospedali di Venezia e di Mestre» ha sottolineato il direttore generale dell’Usl 3 Giuseppe Dal Ben presentando l’apparecchio radiologico, l’ortopantomografo per le radiografie delle arcate dentarie e un'apparecchiatura Life Pack per inviare direttamente all'ospedale i referti, letti in tempo reale, e un kit portatile di primo intervento identico a quelli in dotazione sulle ambulanze del Suem 118. Dal Ben ha sottolineato l’obiettivo di ridare al detenuto una salute, la migliore possibile, e ha ricordato la presenza di operatori socio sanitari dipendenti (medici, infermieri, tecnici di radiologia) e del personale della cooperativa Global Assistence. Complessivamente vi operano 15 persone che operano in 3 ambulatori con la guardia medica H24. Presenti la direttrice Immacolata Mannarella e il provveditore dell'amministrazione penitenziaria del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Enrico Sbriglia. «Proporrò la costituzione di un'agenzia europea per l'esecuzione penitenziaria con sede a Venezia» ha detto «perché si realizzino modelli in cui tutti ci si riconosca e per evitare che alcuni Paesi risultino inadempienti rispetto ad altri. Noi siamo stati condannati dalla Corte europea e abbiamo capito la lezione. Ora possiamo formare altri Paesi al rispetto delle regole penitenziarie europee».
sos Medici
L'assessore Coletto si è poi soffermato sul problema della carenza dei medici. «Auspichiamo che a brevissimo ci sia l'autonomia per il Veneto così al di là delle gestioni fatte dal Miur sarà la nostra Regione o le Regioni in generale a definirle. Con il titolo V abbiamo già in mano la gestione della sanità poi dovremo poter definire noi il numero dei medici necessari, cosa che potrà avvenire con l'autonomia. Solo allora potremo aumentare le borse di studio e avere un numero sufficiente di medici nelle nostre strutture ospedaliere per gestire la sanità nel modo più corretto». —
Nadia De Lazzari
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