Protocollo discoteche «Sicurezza garantita la Regione ci aiuti»

JESOLO

«Anche il sindaco Brugnaro ha rilanciato il mondo della notte, ora le discoteche devono riaprire». Tito Pinton, gestore del Muretto al lido di Jesolo, ma anche di Musica a Riccione e presto a New York con il gruppo Cipriani, è stato tra i primi manager della notte a denunciare la crisi del settore dopo la pandemia. Il Muretto ha aperto la scorsa estate a luglio, salvo dover chiudere dopo gli assembramenti alla festa di apertura.

Pinton ha sollevato il problema delle discoteche partendo dal litorale veneziano dove il mondo della notte ha numeri impressionanti con circa 30 discoteche più i discobar, un fatturato di 50 milioni e 3 mila addetti che sono rimasti e piedi. Sono per lo più giovani che lavorano un paio di mesi, guadagnano qualche soldo solo nella stagione e oggi fanno parte degli “invisibili”. Pinton ha elaborato una prima bozza di protocollo anche nella prima ondata di contagi e l’ha inviata all’Usl 4, prima al direttore generale Bramezza, adesso con il successore Mauro Filippi. E proprio il direttore generale dell’Usl del Veneto orientale Filippi, consapevole dell’importanza del mondo della notte sul litorale, ha dato la sua disponibilità a fare da tramite con la Regione per prendere provvedimenti precisi e mirati al settore. «Abbiamo la possibilità di aprire in sicurezza», dice Pinton, “con test rapidi, controlli, prenotazioni, app, distanze, assistenza sanitaria. Basta che l’Usl recepisca il nostro messaggio e ci aiuti a stilare un protocollo con la Regione, le Regioni, perché quest’estate, al più preso, i locali della notte possa riaprire. Bisognerà anche coinvolgere le forze di polizia e i Comuni, ma tutti assieme possiamo farcela, non solo in Veneto, ma in Italia». —



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