Prende il cane a cinghiate: il proprietario finisce a processo

CHIOGGIA. È accusato di aver seviziato il proprio cane, un pastore tedesco, utilizzando una cintura come guinzaglio e in questo modo provocando al povero animale «continui strozzamenti fino a fargli mancare il fiato». E, ancora, «una volta toltagli la cintura al collo, con la stessa lo frustava sul muso, colpendolo anche con pugni e calci, tanto da parlo guaire per il dolore e farlo sanguinare».
Rendono vivida l’immagine di una scena cruenta le pur “fredde” parole del linguaggio giudiziario del capo di imputazione del quale è chiamato a rispondere il 57enne chioggiotto M.M. Fatti che risalgono all’agosto del 2017, ma che - ricorda ancora l’accusa - si sarebbero ripetuti nel passato.
L’articolo 544 ter del codice penale punisce «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro».
In questo caso, erano stati due passanti ad assistere alla scena e a chiedere l’intervento dei carabinieri. Il cane - anzi, la cagna, di circa 12-14 anni - era stata visitata dai veterinari dell’Usl di Chioggia e trovata in pessime condizioni generali, una grave otite (per la quale però era stata già curata in passato dal proprietario), una massa tumorale all’orecchio, senza però rilevare segni evidenti di precedenti percosse o maltrattamenti. Era stata presa in custodia dal canile municipale, pur rivendicata dal suo proprietario.
Una scena fraintesa o un atto brutale e gratuito? Dovrà decidere il giudice: processo il 18 ottobre. —
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