Commerciante vittima di stalking, all’ex compagno imposto il braccialetto elettronico

L’indagine dei carabinieri di Portogruaro dopo la denuncia della donna nei confronti del 50enne: minacce, appostamenti fuori dal negozio, messaggini h24, dichiarazioni d’amore alternate a scenate di gelosia. Ora la decisione del giudice

Un braccialetto elettronico
Un braccialetto elettronico

Su delega della Procura della Repubblica di Pordenone, i carabinieri di Portogruaro hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di un 50enne del posto, presunto responsabile di atti persecutori nei confronti di una commerciante della zona.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Pordenone, prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e il divieto di comunicare con lei in qualsiasi forma, oltre all’applicazione del braccialetto elettronico. In alternativa, qualora non vi sia il consenso all’applicazione del dispositivo o non sia possibile installarlo per motivi tecnici, è previsto, insieme al divieto di avvicinamento, il divieto di dimora nel Comune di Portogruaro e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Il provvedimento è l’esito di un’attività di indagine avviata dopo la querela presentata dalla donna ai carabinieri. La commerciante si era già rivolta ai militari nell’aprile 2026, per presentare un’istanza di ammonimento nei confronti dell’uomo per stalking. Il provvedimento di ammonimento era stato notificato nel successivo mese di maggio.

La donna ha riferito ai carabinieri che, dopo aver interrotto nell’estate del 2025 la relazione sentimentale, l’uomo, non accettando la fine del rapporto, avrebbe iniziato a minacciarla e perseguitarla.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte sarebbero consistite in continui pedinamenti e appostamenti nelle vicinanze dell’attività commerciale gestita dalla donna, oltre all’invio di messaggi a tutte le ore del giorno e della notte.

In più occasioni, inoltre, l’uomo avrebbe alternato dichiarazioni d’amore a scenate di gelosia.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini, anche attraverso l’ascolto delle persone informate sui fatti, avrebbero consentito di ricostruire la vicenda e documentare le condotte persecutorie che il 50enne avrebbe messo in atto dall’estate del 2025 fino a oggi.

Secondo quanto emerso, i comportamenti avrebbero costretto la donna a modificare le proprie abitudini di vita, provocandole inoltre un perdurante e grave stato di ansia.

Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha quindi disposto la misura cautelare, con l’obiettivo di evitare la reiterazione delle condotte persecutorie contestate all’uomo.

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