Cacciatore finisce con la jeep nel Livenza, morto assieme ai suoi due cani

L’allarme nella prima mattinata di sabato 26 settembre in località il Borghetto de La Salute dopo la segnalazione di un amico cacciatore che ha assistito alla tragedia. Poco prima di mezzogiorno il recupero dell’auto e il ritrovamento del corpo. Il 69enne sarebbe stato vittima di un malore

Rosario Padovano, Edoardo Fioretto
Il recupero della jeep dal Livenza (foto Bortoluzzi)
Il recupero della jeep dal Livenza (foto Bortoluzzi)

Drammatico incidente all’alba di sabato 26 settembre in via Regadura, una jeep sbanda e finisce nel Livenza. Muore Romildo Amadio, 68 anni.

L’uomo abitava nella località oltre il fiume, a Ca’Cottoni, frazione di Caorle. Lascia la moglie e due figli. Muratore in pensione, stava andando a caccia con un amico, quando ha perso il controllo dell’auto finendo nel Livenza.

La dinamica

I riscontri eseguiti dai carabinieri combaciano con la testimonianza dell’amico che ha visto l’auto precipitare nel fiume. I due si erano dati appuntamento la sera prima per una battuta di caccia. Il destino – per l’amico si è trattato di fortuna – ha voluto che ognuno procedesse al volante della propria auto.

Non era ancora l’alba. Amadio stava percorrendo via Regadura, la strada arginale sulla parte sinistra del fiume Livenza. Con sé in auto aveva i due fidi segugi e un paio di fucili da caccia. L’amico seguiva dietro. Amadio non ha fatto in tempo né a svoltare verso sinistra, in direzione di via Olmi verso Marango, né ad andare dritto lì dove la strada si interrompe, cioè nella parte caorlese di Ottava Presa dietro a Villa dei Dogi. È andato dritto e inabissandosi con l’auto nel canale. L’ipotesi prevalente è quella di un malore.

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La vittima Romildo Amadio

L’allarme

«Mi trovavo dietro la sua auto, poi lui è sparito nel fiume». A parlare è l’amico che lo seguiva. Ai carabinieri ha fornito la versione diventata quella ufficiale. «Stavo dietro, dovevamo proseguire per la battuta di caccia. Poi è andato dritto dritto uscendo di strada, inabissandosi. È stato terribile». Con la chiamata al 112 è iniziato il lavoro dei soccorritori, mentre la famiglia di Amadio si precipitava sul posto. Poco dopo le 5 la notizia era di un disperso nel Livenza.

I soccorsi

Sono stati avviati subito sul posto i carabinieri della compagnia di Portogruaro. Poi l’intervento dei vigili del fuoco del comando di Venezia.

Oltre alla squadra di Portogruaro, hanno operato per tutta la mattina i sommozzatori partiti dalla sede di Mestre con al seguito anche l’autogrù, mentre da Padova è arrivata una imbarcazione equipaggiata con ecoscandaglio.

Nel tratto in cui era stata avvistata la vettura prima di sparire in profondità, il fiume Livenza raggiunge profondità anche di 10 metri e una larghezza di circa 50 metri.

Le operazioni sono state difficili e rischiose. Infatti in profondità la visibilità nel Livenza è molto scarsa, in più in questo la corrente si fa fortissima.

La svolta

Le strade sono state chiuse dal lato di via Delle Cascine e da quello di via Regadura. Poi una pattuglia della polizia locale ha raggiunto anche Ca’ Cottoni, dove si fermavano molti curiosi.

Sul luogo dell’incidente i familiari più stretti, gli amici, e anche il sindaco di San Stino Gianluca De Stefani. Poco dopo mezzogiorno il recupero dell’auto, mentre il cadavere del povero Romildo veniva liberato e poi portato via. Morti anche i cani.

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