Neo sposi morti in laguna, un test dinamico per ricostruire l’incidente nautico
Gli accertamenti che la Procura ha affidato a un consulente tecnico prevedono la ricostruzione dello scontro nel canale di Tessera tra il taxi e il barchino. Gli scafi delle due imbarcazioni esaminati dai periti per ricostruire l’impatto

Tocca adesso al taxi e al barchino raccontare la loro verità. Non con parole, ma attraverso deformazioni, altezze, punti d’urto e segni lasciati sugli scafi. È da lì che i consulenti nominati nell’inchiesta coordinata dalla pm Daniela Moroni stanno cercando di ricostruire la collisione avvenuta alle 5.35 di sabato 12 settembre nel canale di Tessera, costata la vita a Sean Michieli, 25 anni, e alla moglie Gabriella Elorriaga Querino, 26. Un elemento potrebbe aiutare a stabilire la velocità del taxi: l’altezza sulla prua alla quale compaiono le tracce dell’impatto.
Giovedì i consulenti hanno esaminato entrambe le imbarcazioni. Il punto di partenza è definito: è stato il taxi a investire il barchino arancione, colpendolo con estrema violenza. Resta invece da stabilire come i due mezzi siano arrivati nello stesso punto, a quale velocità e con quali possibilità concrete di vedersi ed evitare lo schianto.
La prua del taxi può offrire una delle risposte. Un’imbarcazione di quel tipo, aumentando la velocità, entra progressivamente in planata: lo scafo cambia assetto e la prua si solleva. Per questo l’altezza dei segni lasciati dalla collisione, confrontata con il punto d’urto sul barchino, può diventare un indicatore utile per ricostruire l’assetto del taxi al momento dell’impatto e, da lì, risalire alla velocità compatibile. Non sarà una misura automatica. Dovranno essere considerati carico, distribuzione dei pesi, condizioni dell’acqua e comportamento del mezzo alle diverse andature. Proprio per questo la perizia non si fermerà alle fotografie e alle misurazioni a terra.
Nei prossimi giorni è previsto anche un test dinamico nel canale di Tessera. Il taxi dovrebbe tornare sul tratto dell’incidente, nelle stesse condizioni orarie, per verificare come cambia l’assetto alle diverse velocità e quali siano i reali campi visivi dalla postazione di guida. Una prova che servirà anche a valutare un’altra ipotesi: che l’isola di Tessera possa avere nascosto parzialmente alla vista dei due conducenti le rispettive imbarcazioni fino a pochi istanti prima dello scontro.
Se davvero la conformazione del canale ha creato un punto cieco, occorrerà capire da quale distanza taxi e barchino siano diventati visibili l’uno all’altro e quanto tempo restasse per una manovra evasiva. Pochi metri possono tradursi in secondi decisivi.
Il consulente della Procura, Pierangelo Adinolfi, ha 90 giorni per completare la ricostruzione. Accanto a lui lavorano i tecnici nominati dalle parti: dovranno individuare il punto d’urto, stimare le velocità, verificare eventuali violazioni delle regole di navigazione e stabilire quali condotte avrebbero potuto evitare o limitare le conseguenze.
In parallelo prosegue l’analisi affidata al consulente informatico Marco Marangoni sui due telefoni di bordo del taxi e sul cellulare del conducente, per verificare eventuali utilizzi durante e subito dopo l’incidente.
Attesa invece per i funerali dopo il nullaosta della Procura: partita la raccolta fondi per aiutare la famiglia di Gabriella a riportare in Brasile la salma. I funerali di Sean si svolgeranno a Ca’ Savio, a Cavallino.
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