Polo logistico di Dolo, Unicomm: «Un nuovo bosco quattro volte più grande»
La Direzione Foreste non classifica l’area come bosco né blocca il progetto: la verifica proseguirà con un sopralluogo congiunto con la Regione. Unicomm conferma il piano di forestazione, che porterà la superficie boscata da circa 50.000 a quasi 220.000 mq, di cui 178.000 destinati a uso pubblico.

Un nuovo bosco di quasi 220.000 metri quadrati, oltre quattro volte più esteso rispetto alla superficie attuale, con circa 178.000 metri quadrati asserviti a uso pubblico. È la proposta ambientale che il Gruppo Unicomm spa ribadisce nell’ambito del progetto del polo logistico di Dolo, intervenendo sulle recenti notizie relative al cosiddetto “Bosco del Cainello”.
La nota della Direzione Foreste della Regione
Al centro del confronto c’è la nota della Direzione Foreste della Regione Veneto, sulla quale l’azienda intende fare chiarezza. Secondo Unicomm, il documento non classifica l’area come bosco e non dispone il blocco del progetto. La cartografia ufficiale consultabile sul GeoPortale regionale, infatti, non individua la superficie come area boscata né la sottopone a vincolo idrogeologico.
La nota regionale contiene una prima valutazione effettuata dall’esterno dell’area e richiede ulteriori verifiche attraverso un sopralluogo al quale parteciperanno anche i tecnici forestali incaricati dal Gruppo. Unicomm fa sapere di aver già preso contatto con gli uffici regionali per concordare la data dell’ispezione nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, in attesa del completamento dell’istruttoria, sulla superficie interessata non verranno effettuati interventi.
La procedura prevista dalla normativa
Il percorso successivo dipenderà dagli esiti del sopralluogo. Qualora venisse confermata la presenza di una superficie classificabile, anche solo parzialmente, come bosco, il Gruppo Unicomm presenterà la richiesta di riduzione della superficie forestale, accompagnata dalle misure compensative previste dalla normativa vigente.
L’azienda assicura che seguirà l’iter indicato dalla Regione nel rispetto delle disposizioni di legge, ribadendo la propria disponibilità a collaborare con gli uffici competenti per chiarire la situazione dell’area.
Un bosco quattro volte più grande
Il punto centrale della posizione di Unicomm riguarda la riqualificazione ambientale prevista dal progetto. L’azienda conferma infatti l’intenzione di realizzare una nuova area boscata su una superficie sensibilmente superiore a quella attuale, andando oltre la compensazione eventualmente richiesta dalla normativa.
Secondo i dati forniti dal gruppo, la superficie boscata passerebbe dagli attuali circa 50.000 metri quadrati a quasi 220.000. Di questi, circa 178.000 sarebbero asserviti a uso pubblico, mentre i restanti 42.000 avrebbero carattere privato.
Il progetto di forestazione è stato elaborato con il supporto di un dottore forestale e, secondo le stime presentate dall’azienda, consentirebbe un assorbimento di CO₂ più che doppio rispetto a quello attribuito alla vegetazione attualmente presente.
«Le alberature risalgono al 2000»
Un altro elemento che Unicomm intende sottoporre all’attenzione dei tecnici regionali riguarda l’origine delle piante presenti nell’area. Secondo quanto riferito dal gruppo, le alberature sarebbero state messe a dimora nel 2000 nell’ambito di un’attività agricola, per accedere ai relativi contributi.
Durante il sopral luogo, l’azienda presenterà la documentazione a sostegno di questa ricostruzione. Si tratta di un aspetto che Unicomm ritiene rilevante ai fini della qualificazione dell’area secondo quanto previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 34/2018.
La verifica sul posto rappresenterà quindi il passaggio utile a completare il quadro tecnico e amministrativo. Nel frattempo, il gruppo conferma la propria disponibilità al confronto con la Regione e ribadisce l’impegno a realizzare una nuova area verde di dimensioni superiori a quelle attuali.
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