Polizia postale, mappati 28 mila siti Internet

In aumento le denunce per diffamazione e minacce online, attenzione al cyberbullismo 
MESTRE . Prevenzione e contrasto della criminalità informatica hanno rappresentato il filone portante dell’attività svolta lo scorso anno dalla Polizia postale e delle comunicazioni a livello nazionale e naturalmente anche in Veneto. La lotta alla pedopornografia online è stato un ambito nel quale gli agenti in servizio nella nostra regione hanno assicurato 3 arresti e 54 denunce, dando seguito alle direttive ministeriali in un periodo in cui la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del vivere quotidiano. Il settore informatico mette ogni giorno a rischio soprattutto i bambini, ignari dei pericoli che la “rete” può nascondere loro. Dalle complesse operazioni di prevenzione della Polizia postale, è scaturita infatti una grande attività di monitoraggio che ha visto mappare 28.560 siti internet, di cui 2.077 inseriti nella lista nera.


Tanto che sono stati trattati a livello nazionale addirittura 437 casi di adescamento online di minori, con 158 persone denunciate e 19 arrestate. E purtroppo la nostra regione non è rimasta immune al problema. Ma non è mancata in questo senso neppure la collaborazione con organismi internazionali. Rispetto al 2016 si è registrato anche un sensibile aumento di reati informatici contro la persona, con 39 denunce in Veneto per diffamazione e minacce online.


Mentre complessivamente è quintuplicato il numero di casi di cyber minacce rispetto all’anno precedente. Nell’ottica di una efficace condivisione operativa, la Polizia postale e delle comunicazioni ha stipulato poi vari protocolli a tutela delle infrastrutture critiche nazionali, che in Veneto hanno riguardato Acciaierie Venete, la Usl 6 padovana, Isaca Venice, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, e infine Venezia Terminal Passeggeri. Passando invece al campo del contrasto al computer crime, come ad esempio l’illecito utilizzo di codici di pagamento o il phishing, gli agenti veneti hanno denunciato oltre 40 persone. Per ciò che concerne le tradizionali truffe online, ne sono state denunciate ulteriori 160. Per i reati invece prettamente postali, grazie al prezioso supporto di Poste Italiane sono stati individuati e denunciati 16 dipendenti, dello stesso ente e di ditte accollatarie, protagonisti di sottrazione e violazione della corrispondenza.


Non sono tuttavia neppure mancate le attività di contrasto al cyberterrorismo. Infine, parallelamente a un incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute anche le aspettative di sicurezza da parte del cittadino. La Polizia postale è impegnata ormai da diversi anni in campagne di sensibilizzazione e prevenzione, come contro il fenomeno del cyberbullismo. Solo in Veneto gli agenti hanno incontrato lo scorso anno oltre 10 mila tra studenti, insegnanti, educatori e genitori.


Simone Bianchi


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