Sedicenne festeggia il Capodanno, un petardo gli esplode in mano: amputate cinque dita
Il grave incidente a Sedegliano. Soccorso dal personale medico sanitario, il giovane è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Pordenone: inutili i tentativi di salvargli la mano

Ha perso tutte le dita della mano destra un sedicenne promessa del ciclismo e residente al confine tra le province di Pordenone e Venezia, che aveva scelto Sedegliano per festeggiare con alcuni amici l’arrivo del nuovo anno. I medici dell’ospedale di Pordenone, struttura specializzata nella chirurgia della mano, dove il ragazzo è stato portato nella notte, le hanno tentate tutte per salvargli l’arto. Ma le lesioni riportate si sono rivelate troppo profonde.
L’incidente si è verificato a poca distanza dal forte di Sedegliano, quando la mezzanotte era passata da pochi minuti. Il sedicenne, insieme agli amici, aveva raggiunto quella zona per far esplodere qualche botto ed accogliere così l’arrivo del nuovo anno dopo aver partecipato a una cena poco distante. Qualcosa però non è andato per il verso giusto e il giovane ha ripreso in mano il botto dopo averlo acceso una prima volta e lanciato a terra. In quel momento c’è stata l’esplosione, che ha causato le gravi ferite alla mano destra.
L’allarme è scattato immediatamente, con le persone che si trovavano con lui che hanno avvisato il 112. Sul posto è intervenuto il personale sanitario inviato dalla Sala operativa regionale emergenza sanitaria (Sores), che ha prestato le prime cure al sedicenne prima di trasportarlo, con urgenza, al nosocomio pordenonese.
Sul posto sono accorsi anche i carabinieri di Fagagna e di Codroipo. Giovedì c’è stato anche un sopralluogo degli artificieri nel luogo dell’incidente, con l’intento di bonificare l’area e di scongiurare la presenza di altri botti inesplosi. Toccherà ai militari dell’Arma ricostruire l’accaduto nei dettagli, verificando anche la dinamica dell’accensione del botto.
Nel campo a ridosso del forte, giovedì, era ben visibile non solo il segno lasciato dalla deflagrazione, ma anche le tracce del sangue perso dal giovane dopo l’incidente. Ha raggiunto l’area pure il sindaco di Sedegliano, Debora Donati, preoccupata che l’accaduto potesse aver coinvolto le pertinenza del forte della Prima guerra mondiale. In realtà l’incidente si è verificato in un campo di proprietà privata.
A prendere in carico il sedicenne al suo arrivo a Pordenone è stato il dirigente medico Pier Luigi Merlo, componente dello staff guidato dal primario Giorgio Udali. Alle due il ferito era già sotto i ferri in sala operatoria. Il danno riportato alla mano era piuttosto grave, a dimostrazione di come il petardo fosse decisamente potente. L’intervento è stato molto complesso ed è durato tre ore. I medici hanno tentato di salvare l’arto, ma sono stati costretti ad amputare le cinque dita. Il giovane è ricoverato in ospedale per scongiurare l’insorgere di infezioni. La prognosi utile alla sua guarigione è stata determinata in 40 giorni.
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