Pescatori di vongole a Venezia: incontro con il Prefetto per crisi economica e sociale
A Venezia, i pescatori di vongole hanno incontrato il Prefetto Darco Pellos per segnalare la grave crisi del settore, che dura da quasi un anno e mezzo e mette a rischio famiglie e attività economiche

Pescatori di vongole a colloquio con il Prefetto Darco Pellos a Venezia, per rendere nota una situazione sempre più grave e che sta diventando un vero e proprio problema sociale, con tante famiglie ormai esasperate da una condizione che si protrae da quasi un anno e mezzo e che, purtroppo, per il momento non vede alcuna luce in fondo al tunnel.
La visita del comitato di pescatori in Prefettura arriva dopo l'incontro con il Contrammiraglio Filippo Marini qualche giorno fa.
La situazione resta molto complicata. Urge però una soluzione, che sia la meno dolorosa per tutti. La strada percorsa dai pescatori è la stessa già provata dai Co.Ge.Vo. che non è di immediato riscontro, soprattutto perché si vanno a toccare più enti, locali e nazionali. Il Prefetto ha preso atto del grande disagio sociale dei pescatori e potrà chiedere alle autorità di ascoltare le istanze dei vongolari, per salvare un'attività economica entrata da più di un anno in una crisi che sembra irreversibile.
L'interlocutore più vicino è la Regione che, volendo, può intervenire subito. Tutto dipende però dalle possibilità finanziarie. Il nuovo consiglio regionale, però, si è appena insediato e il bilancio al 31 dicembre è già stato approvato e pertanto non ci sono, per ora, nuovi fondi a disposizione.
La Regione potrebbe intervenire con il cosiddetto regime "de minimis" che prevede aiuti alle imprese di pesca quantificabili in circa 40 mila euro per imbarcazione in tre anni.
Una misura che eviterebbe di far passare il contributo come aiuto di Stato e, di conseguenza, non sarebbe sanzionabile a livello europeo. Poi c'è la strada che porta direttamente al Ministero.
«A questo punto» spiega il presidente del Co.Ge.Vo. di Chioggia, Michele Boscolo Marchi «i pescatori devono decidere se continuare a chiedere soldi allo Stato, cercando continuamente contributi oppure provare a chiedere fondi più corposi per la rottamazione definitiva delle imbarcazioni. La Regione, volendo, può intervenire subito, la burocrazia invece statale prevede strade più lunghe».
«Come Co.Ge.Vo. abbiamo già contattato il nuovo assessore alla pesca. Gli abbiamo inviato una pec una quindicina di giorni fa e siamo in attesa di una risposta. Bisogna capire se ci sono canali d'intervento economico regionale che si possono aprire a breve. Noi naturalmente solidarizziamo con i pescatori che si sono rivolti al Prefetto, per illustrare lo stato di abbandono che stiamo vivendo, nella speranza che si possa aprire un qualche barlume di speranza». —
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