Pateh, nessuna colpa per la morte

Il giudice ha archiviato l’indagine a carico del pilota di Alilaguna

VENEZIA. A un anno esatto - la ricorrenza cadeva ieri - dalla morte in Canal Grande di Pateh Sabally, il ragazzo del Gambia che si era tolto la vita per disperazione, è arrivata la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta a carico del pilota veneziano di 35 anni, dipendente di Alilaguna e addetto al servizio navetta tra il Casinò e piazzale Roma, che sarebbe passato per prima vicino al giovane africano che manifestava intenti suicidi, senza aiutarlo. L’ipotesi di reato formulata dal pubblico ministero Massimo Michelozzi a carico del pilota, difeso dall’avvocato Jacopo Molina, era di omissione di soccorso, richiamando l’obbligo previsto dal Codice della navigazione di prestare aiuto alle persone in mare lanciando un salvagente o una cima.

Subito dopo l’iscrizione sul registro degli indagati, il pilota aveva reso l’interrogatorio davanti al pubblico ministero dando la propria versione dei fatti. Le indagini hanno permesso di chiarire che il pilota di Alilaguna, solo e a bordo di un cabinato, nell’arco del minuto successivo a quando era passato in fianco al gambiano che in quel momento galleggiava ancora, senza chiedere aiuto, avesse avvisato una imbarcazione con quattro persone a bordo che proveniva in senso opposto e si dirigeva verso il punto dove si trovava Pateh. Alle persone a bordo del natante, sentite nel corso delle indagini, il pilota aveva indicato la presenza dell’uomo in acqua, indicando il punto preciso in cui si trovava. Quando l’imbarcazione era arrivata a ridosso di Pateh, si era già fermato un vaporetto da cui erano stati lanciati quattro salvagenti. Un tentativo estremo, ma purtroppo inutile, visto che il gambiano non ne aveva afferrato nemmeno uno, finendo all’improvviso sotto il vaporetto e non riemergendo più.

I risultati dell’autopsia effettuata dal medico legale Amalia Boscia avevano chiarito che il 22enne era morto per annegamento e non per ipotermia, ovvero per essere rimasto troppo a lungo nell’acqua fredda. Per questo il pm ha chiesto l’archiviazione, che è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza. Le indagini non hanno permesso di identificare possibili altri profili di responsabilità a carico degli altri testimoni impotenti della morte in Canal Grande del giovane Pateh.

Rubina Bon

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