Pasqual, il poliziotto amico dei clan che agevolava le pratiche "incagliate"

ERACLEA. Era utile ai Casalesi. E questa sua disponibilità è stata ben ripagata. Questi i contorni accusatori che hanno convinto il gip a firmare l’arresto di Moreno Pasqual, 54 anni, poliziotto residente a Eraclea.
Pasqual è stato al commissariato di Jesolo per diversi anni. Prima ausiliario nella polizia di Stato, poi diventato effettivo sempre nella zona della provincia. Ed è rimato sul litorale per anni prima di essere allontanato e trasferito a Venezia e poi da Venezia attendeva un altro trasferimento, a Milano. Dove è stato arrestato ieri mattina.
Pasqual era stato di recente in malattia e aveva presentato documentazione per chiedere la non idoneità al servizio ed essere riformato. Ora è agli arresti ed è accusato di aver fornito informazioni al clan di Eraclea.
Informazioni riservate e dirette ai malavitosi che riguardavano indagini nei loro confronti. Poteva infatti accedere alle banche dati della polizia. E aveva garantito, stando all’accusa, anche la protezione dopo i controlli subiti da altre forze di polizia. In particolare, la procura gli contesta, di aver fatto ingerenze, nel 2010, nella pratica di autorizzazione da parte della questura per l’apertura della sala scomesse di Eraclea, riconducibile ai Donadio.
Nello specifico, Pasqual avrebbe fornito ai diretti interessati tutte le informazioni necessarie per bypassare gli ostacoli burocratici e poter aprire la sala scommesse senza problemi. Ma non solo informazioni. A Pasqual gli investigatori contestano un episodio del 2013, in cui, in qualità di agente della polizia di Stato, aiuto Luciano Donadio e Antonio Puoti a cavarsela senza essere denunciati. In quell’occasione i due se l’erano presa con un gruppo di skinhead .
E per non finire arrestati chiamarono Pasqual che a sua volta si relazionò più volte con i colleghi della Volante intervenuta, ma anche con il comandante della Stazione dei carabinieri di Eraclea, raccontando che Donadio e Puoti erano dei bravi ragazzi.
Separato, Moreno Pasqual si è risposato e vive sempre a Eraclea con la nuova compagna cui è molto legato. Tanto che tra i benefici ricevuti, come racconta l’accusa, c’è anche il fatto che il gruppo criminale procurò alla donna un falso diploma da ragioniere in modo che potesse essere assunta.
E ancora: la disponibilità a titolo gratuito di un appartamento e il fatto che gli fecero dipingere un appartamento di sua proprietà mentre in quello della madre, furono rifatti gli impianti elettrici e fatti alcuni lavori edili.
Un ritratto, quello che esce dall’indagine che non collima con l’immagine pubblica. I colleghi, infatti lo ricordano come un poliziotto che ha sempre fatto il suo dovere, un giovane diplomato in ragioneria, intelligente e serio, irreprensibile. Oltretutto anche molto attivo nelle attività della parrocchia di Eraclea, la sagra tradizionale di agosto che lo vede ogni anno sempre in prima fila. Un uomo che si dà molto da fare nel paese dove tanti lo ricordano positivamente.
Le cose cambiarono invece dopo la separazione e il secondo matrimonio, ma da allora anche la sua immagine si è offuscata progressivamente fino a quando si è saputo dell'arresto. —
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