Paradosso Venezia Hotel, ricavi in calo con il boom di turisti

Flessione di prenotazioni nei primi sette mesi del 2018 l’allarme lanciato ad agosto scorso anche dagli albergatori



La città di Venezia sta vivendo il paradosso di registrare aumenti record di turisti e contemporaneamente vede ridursi i ricavi degli hotel. Un’industria in crescita, che non fattura. È questo il risultato se si mettono infatti in contrapposizione le cifre degli incrementi in termini assoluti del flusso di visitatori (+19, 4% nel 2017, secondo aumento più elevato dopo Roma, dati Ciset-Ca’Foscari-Banca d’Italia) con le rilevazioni del sondaggio Str sul fatturato per camera degli hotel a Venezia e Mestre.

Flessione

Nei primi sette mesi del 2018, il sistema di accoglienza veneziano ha registrato una flessione del 13% in termini di RevPar (Revenue Per Available Room, ovvero ricavo medio per camera disponibile) rispetto allo stesso periodo del 2017. Un dato che si traduce in una perdita netta di fatturato, per ogni camera, di egual misura. Una situazione che avrà conseguenze sul fronte dell’occupazione nella prossima stagione, con un ridimensionamento degli organici.

La società Usa specializzata in analisi dei dati e delle performance alberghiere Str riscontra un calo, anche se in misura minore, per Mestre, che registra una flessione di RevPar del 6%.

LE PREVISIONI

La ricerca su Venezia è stata fatta su un campione di 3. 496 stanze, mentre per Mestre il campione è di 2046 stanze. E nei prossimi anni la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Nel 2019 infatti, con il nuovo intervento di via Ca’Marcello, l’offerta alberghiera è destinata a crescere ulteriormente con una conseguente pressione sull’offerta e calo dei prezzi e dell’occupazione. Senza contare Airbnb e nuovi Bed&breakfast.

A questo tema si aggiungono poi le smagliature d’immagine della città: caro prezzi, tuffi in acqua, folle che la assaltano.

Contemporaneamente sul fronte della ricezione si moltiplicano le offerte alternative, legali ed illegali. A livello nazionale le peggiori performance nel calo nei ricavi si registrano proprio a Venezia e Mestre.

LE ALtRE città

Secondo la ricerca di Str a seguire il Lago di Como (-4%), mentre la città di Torino rimane invariata. Tutto il resto delle località turistiche italiane sono in salita, fino a Perugia che cresce del 7% rispetto lo stesso periodo del 2017), Bergamo) +7%) e Lecce (+12%).

«Il Veneto è la prima regione turistica in Italia e destinazioni come Treviso rappresentano il futuro del turismo nel nostro Paese, dato che le grandi città d’arte sono sature e hanno bisogno di puntare sulla qualità piuttosto che sui numeri», commenta Marco Malacrida di Str Italia. A differenza di Venezia, città come Milano hanno visto variazioni positive del +7%, e Udine, considerata “second destination”, del +4%. Qualche settimana fa l’Associazione veneziana albergatori di Venezia aveva reso noti i dati del primo semestre del 2018 sull’occupazione delle state di albergo in città, che segnalavano una diminuzione del calo dei fatturati tra il 10 e il 15%, soprattutto negli alberghi di fascia più alta, e cioè a quattro e cinque stelle, con picchi del 25%. Il direttore dell’Ava, Claudio Scarpa, aveva sottolineato al nostro quotidiano come la città stesse «perdendo appeal nei confronti della clientela medio alta, quella che magari si preoccupa di più di fronte alle notizie che in questi mesi, sicuramente in maniera esagerata, ma anche con qualche fondo di verità, hanno fatto il giro del mondo».

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia