Palazzo Ducale, sfregiata la porta di un armadio

Sfregiata la porta dell’armadio della sala dello Scrigno a Palazzo Ducale. Una scritta fatta con un pennarello e in parte incisa sullo smalto con un oggetto appuntito. La scritta “Gilda” è stata tolta, ma il segno si vede ancora. Torna il problema sicurezza di palazzo Ducale.
Infatti pur essendoci sistemi di guardiania e videosorveglianza, qualcuno è riuscito, tranquillamente, a scrivere sulla porta dell’armadio senza che nessuno intervenisse. E senza che nessuno, successivamente, si accorgesse di eventuali sospetti. Il vandalo ha colpito ed è scappato. Il “ritocco” sulla porta non è riuscito così bene. Non si vede la scritta ma la porta non è tornata come prima.
I sindacati dei dipendenti dei musei puntano il dito nuovamente sulla mancanza di personale, insufficiente per loro, a garantire la guardianìa delle sale.
La scritta è stata fatta tra domenica e martedì. Di sicuro chi si è accorto dello sfregio l’ha fotografato martedì. Quindi la foto ha iniziato a girare su Facebook. A quel punto la direzione dei musei ha provveduto a farla togliere. Il nero del pennarello non si vede più, ma si nota il segno delle lettere in maniera evidente. Ci sarà sicuramente un restauro più efficace. Ma per il momento resta così.
L’episodio dimostra, ancora una volta, la facilità che c’è a Palazzo Ducale di compiere atti sconsiderati come è avvenuto con il furto dei preziosi durante la mostra primaverile sui gioielli del Maharaja. Ma come è stato possibile che a Palazzo Ducale, durante una mostra importante come quella dedicata a Tintoretto, qualcuno abbia avuto il tempo di danneggiare la porta dell’armadio? Per assurdo è proprio durante le mostre che la sicurezza diminuisce nelle altre sale. In particolare in quella dell’Avogaria, a ridosso della quale c’è la stanza dello Scrigno con il prezioso armadio. Secondo il sindacato Usb, infatti, per garantire una pausa ai guardiasale che si occupano della mostra vengono spostati quelli impegnati nelle altre aree del palazzo. Secondo il sindacato, anche per diversi minuti, alcune aree restano scoperte, prive di ogni controllo. Quindi è facile che qualcuno possa compiere gesti sconsiderati senza nessun intervento di qualcuno che impedisca il gesto.
«Non è colpa di chi lavora al controllo delle sale se succedono questi episodi» spiega Roberta Costa, di Usb «Ai ragazzi impegnati per le mostre e che sono costretti a rimanere in piedi per 5 ore senza pausa, nemmeno per andare in bagno, bisogna dare il cambio e questo comporta che avvengano dei vuoti nella copertura di certe sale. Il personale non è sufficiente e poi quando succedono questi fatti si scarica sui colleghi le responsabilità». —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








