Palazzi notificati senza risorse per i restauri «Agevolazioni fiscali»

Appello dei proprietari anche per gli usi culturali 

«Per mantenere i palazzi d’epoca ci vogliono ingenti risorse. In particolare in una città in mezzo all’acqua come Venezia. Per questo chiediamo al governo di ripristinare le agevolazioni fiscali per gli immobili notificati. E al Comune di consentire l’affitto per i padiglioni della Biennale». Un appello lanciato al governo e al Comune, quello firmato dai proprietari di palazzi storici. «Occorre applicare in concreto la tanto sbandierata specificità di Venezia», spiega Emilio Vianello, «ripristinando le agevolazioni fiscali per i palazzi notificati del la città storica e isole, abrogate dal governo Monti».

Si tratta della clausola prevista dal Codice dei Beni culturali del 2004. Che prevede di applicare per gli edifici di particolare interesse storico artistico la minore tra le tariffe di estimo catastale prevista per le abitazioni della zona censuaria dove è il fabbricato.

Unico modo, sostengono i proprietari, per far fronte a spese di manutenzione altissime, aggravate nella città d’acqua dai danni del moto ondoso, della salsedine.

L’altro problema riguarda invece la destinazione d’uso e dunque il Comune. Le mostre temporanee della Biennale rappresentavano una fonte di entrata importante. Ma adesso il Comune ha posto dei limiti. «Chiediamo si ragioni su questo», dice Vianello, che è anche rappresentante dei Comitati privato per la salvaguardia, «non si tratta evidentemente di speculazione ma di un modo per far sopravvivere i palazzi e offrire ai loro proprietari le risorse per mantenerli».

Si parla naturalmente, dice Vianello, di saloni di palazzo e piani nobili che non potrebbero essere utilizzati come abitazioni». —



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