«Palazzetto dello sport a Tessera con lo stadio invece che all’area Pili»
«E se a Tessera, insieme allo stadio, realizzassimo anche il palazzetto dello sport e il Casinò?». Dopo il via libera arrivato dieci giorni fa nella prima Conferenza dei servizi, inizia domani nelle commissioni consiliari il dibattito sulla realizzazione del nuovo stadio nell’area di Tessera. Un impianto da 18 mila posti, un progetto che prevede alberghi e negozi e che, dice lo studio realizzato dal Venezia Calcio di Joe Tacopina, sarà capace di realizzare ricavi per 14 milioni di euro. Un investimento da 185 milioni di euro, l’ipotesi di apertura prevista tra cinque anni, nel 2023. «Lo stadio è una conquista per la città», dice Emanuele Rosteghin, consigliere comunale del Pd, «dovranno essere approfonditi gli aspetti relativi alla cessione delle aree di proprietà del Casinò e della viabilità ma siamo a favore dell’intervento». Un intervento però che, secondo il Pd, dovrebbe contemplare anche la realizzazione del Palazzetto dello Sport e pure del Casinò. Terreno scivoloso, soprattutto per il palazzetto dello Sport che il sindaco Luigi Brugnaro ha intenzione di realizzare nell’area di sua proprietà, ai Pili, all’imbocco del Ponte della Libertà. «Senza entrare nel merito del conflitto di interessi, che pure c’è», dice Rosteghin, «il progetto del palazzetto ha tempi molto incerti». I motivi sono semplici, e riguardano gli interventi per le bonifiche in un’area che - stando ai carotaggi realizzati una decina di anni fa - è contaminata dai fosfogessi usati per la produzione di fertilizzanti chimici. Nodo da affrontare in via preliminare, prima di poter pensare a qualsiasi progetto urbanistico. Anche perché non è ancora chiaro chi si dovrà accollare i costi del risanamento ambientale: se lo Stato o la società proprietaria dell’area.
«E se così fosse, come è probabile», riflettono quelli del Pd, «è comprensibile che la spesa per la bonifica dovrà essere compensata da maggiore cubatura, ad esempio più alberghi, per rendere l’intervento sostenibile dal punto di vista finanziario». Perché quindi, nel momento in cui comincia il percorso amministrativo - incardinato nelle commissioni consiliari per la dichiarazione del pubblico interesse - per il nuovo stadio non si pensa di realizzare anche il palazzetto, a fianco del futuro impianto sportivo? «Anche se l’intervento di Tessere ricade principalmente in aree di proprietà del Casinò, saranno comunque necessari degli espropri, in parte nei confronti di privati, in parte nei confronti della società autostradale Cav che gestisce la bretella tra la tangenziale e l’aeroporto. «Allargando l’area degli espropri si potrebbe realizzare anche il palazzetto, e allo stesso tempo trovare lo spazio per la nuova sede del Casinò, in un’area più facilmente raggiungibile anche dall’aeroporto». E’ difficile pensare che il piano del Pd possa trovare sponda nella maggioranza - tanto più che il piano finanziario del Venezia Calcio è già stato redatto - ma la proposta potrebbe servire a stanare la società Porta di Venezia sullo sviluppo dell’area dei Pili. Senza contare che Tessere e Pili potrebbero diventare due poli in competizione tra di loro, anche sul fronte dell’organizzazione di eventi musicali o concerti. «Palazzetto a Tessera? Se ne può anche discutere», dice il consigliere comunale fucsia Maurizio Crovato, «ma il progetto del palazzetto ai Pili è pensato anche per ospitare grandi eventi e concerti, in un progetto per ricucire Venezia e Mestre, e può tranquillamente camminare sulle proprie gambe». —
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