L’ortofrutta trasloca, Casaria senza banchi: tra Loggia e Pescheria Rialto cambia volto

Il sindaco Venturini: «Il riassetto necessario». Aumentano anche i controlli della polizia locale. Il ritocco al piano originale del riassetto del mercato giornaliero di Rialto è stato votato dalla Giunta comunale

Costanza Francesconi
Un rendering della nuova disposizione
Un rendering della nuova disposizione

Ventiquattro banchi di frutta e verdura accorpati in campo della Pescaria e più nessuna postazione in Casaria, lasciata completamente libera.

Il ritocco al piano originale del riassetto del mercato giornaliero di Rialto è stato votato dalla Giunta comunale ieri, nel pieno dei lavori di riqualificazione dell’area, un percorso avviato nel 2022. Un tassello dopo l’altro, cambia volto il cuore mercantile del centro storico. Compresa la Pescheria e la loggia al secondo piano.

L’edificio in stile neogotico inaugurato intorno al 1907-1908, nato dalla collaborazione tra l’architetto Domenico Rupolo e l’artista Cesare Laurenti, verrà restaurato da Fondazione Musei Civici, su commissione del Comune, entro tre anni. «Più che di operazione decoro, parlerei di operazione dignità del Mercato di Rialto», inquadra la partita il sindaco Simone Venturini.

Il mercato ortofrutticolo

La precedente configurazione del mercato ortofrutticolo prevedeva 28 posteggi totali, di cui 24 in Pescaria e 4 in Casaria. Il nuovo assetto li compatta nella Pescaria. A fine lavori, a cavallo tra gennaio e febbraio del 2027, i due banchi attualmente liberi verranno messi a bando. Grazie a un intervento da 1,1 milioni di euro, tutti saranno completamente rimessi a nuovo: dalle strutture metalliche alle coperture rifatte con materiali che migliorano la protezione dal sole e dagli agenti atmosferici e l’illuminazione naturale degli spazi coperti.

C’è viavai a Rialto dov’è in corso il primo lotto, organizzato in modo da garantire la continuità delle attività commerciali. L’utilizzo delle postazioni in Casaria è provvisorio e funzionale al cantiere. «Definiamo così l’assetto stabile del mercato in coerenza con la riqualificazione che stiamo realizzando», spiega l’assessore al Commercio e alle Attività produttive, Sebastiano Costaloga.

«Siamo convinti che con il nuovo assetto aumenterà l'attrattiva dell'area, così da poter assegnare presto anche le due postazioni rimaste libere», aggiunge l’assessore, «oltre all’assetto complessivamente più leggibile e funzionale del mercato, il centro commerciale di Venezia, sono convinto che la Casaria, una volta libera, restituirà visibilità alle botteghe che vi si affacciano e faciliterà i controlli in chiave antidegrado».

Il sindaco Venturini

«La situazione edilizia delle strutture del mercato era obsoleta, era necessario intervenire per restituire un’immagine più degna e decorosa di un luogo centrale nella vita cittadina», commenta l’operazione il sindaco simone Venturini, «e non è solo in termini formali. In questi giorni sono aumentati i controlli della Polizia locale. Gli operatori del commercio su area pubblica devono tenere in ordini gli spazi, rispettare le indicazioni sulla merceologia da esporre, e su come esporla. Questo vale anche per le edicole e, rimanendo in zona, per i negozio in ruga e sotoportego dei Oresi. Ho espressamente chiesto agli agenti una presenza capillare in centro storico. Tutto contribuisce a dare un’immagine città».

Nel perimetro dell’isola realtina ricade anche l’ex Tribunale di Venezia, dal 1871 nelle Fabbriche Nuove di Rialto progettate dal Sansovino nel ‘500 per ospitare uffici commerciali e botteghe. Le sezioni civili sono state trasferite nella nuova Cittadella della Giustizia di Piazzale Roma. «Edificio di competenza demaniale», ricorda Venturini, «non è ancora stata definita la riorganizzazione degli spazi giudiziari ma, sicuramente, quello sul futuro utilizzo dell’edificio è un tavolo importante che terremo aperto».

La Pescheria e la loggia

Ci spostiamo di poco, tra i banchi del pesce, sotto il celebre adagio “El cuor no se vende". «I Musei civici si stanno occupando del restauro del mercato del pesce, e della loggia al piano superiore. In tre anni i lavori saranno completati», fa il punto il sindaco.

«Oltre a una risistemazione delle postazioni adibite alla vendita, verranno realizzati dei servizi igienici, ora assenti, appositamente per gli operatori. Un’ascensore, che attualmente non esiste, permetterà di raggiungere il secondo piano a chiunque, senza esclusioni», precisa l’assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Brunello.

«Parallelamente al riordino della pescheria», sottolinea Venturini, «si lavorerà per aprire la loggia al pubblico. Accoglierà uno spazio culturale destinato espressamente ai veneziani, in particolare ai giovani. Una scelta che ritengo simbolica. Parliamo di metrature ampie e di straordinaria bellezza che devono restare nelle disponibilità della comunità. No sala catering, né ristorante con vista. Sono in corso studi di fattibilità circa le funzioni che andrà a ospitare. Entro fine anno avremo deciso, in accordo con la Soprintendenza, la strada da intraprendere».

Presentando il respiro della riqualificazione, Fondazione Muve aveva parlato di «restauro conservativo e abbattimento delle barriere architettoniche per rendere le Pescherie accessibili a tutti».

La destinazione d’uso autorizzata dalla Soprintendenza è museale culturale, 34 i progetti presentati per la progettazione e direzione lavori (base di gara 656.000 euro) e cinque i nomi in commissione: le architette Monica Rosina (responsabile ufficio tecnico Muve), Pina Maugeri (ex responsabile ufficio progetti Biennale), Silvia Loreto (Lavori pubblici Comune), Elena Azzolin (Gallerie dell’Accademia) e il commercialista Stefano Lorenzon. L’aggiudicazione è prevista per metà ottobre, il progetto dovrebbe essere consegnato entro la prossima estate, i lavori assegnati per gli inizi del 2028. Base d’asta: 6,8 milioni per due anni di cantieri.

 

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