Nuovo capolinea a Sottomarina, i bus non passano: lavori da rifare
Manovre impossibili: demoliti i marciapiedi appena finiti e gli arredi appena rinnovati nel nuovo capolinea di piazzale Europa. Chiede conto del problema il consigliere indipendente Marco Veronese

Demoliti marciapiedi e arredi appena rinnovati perché i bus non hanno il giusto spazio di manovra nel nuovo capolinea di piazzale Europa. Un ennesimo problema in un cantiere infinito che da due anni crea disagi nel cuore turistico di Sottomarina.
Ne chiede conto, in un’interrogazione protocollata ieri, il consigliere indipendente Marco Veronese che ipotizza costi aggiuntivi, responsabilità progettuali e tempi destinati a allungarsi ancora. Originariamente il capolinea doveva essere trasferito in campo Cannoni, ma dopo le prove tecniche di manovra si era deciso di tornare nella posizione storica di piazzale Europa dove nel frattempo è stato realizzato un nuovo complesso residenziale.
Dopo un lungo stop il cantiere è ripartito, ma per tutta l’estate i pullman extraurbani hanno caricato i passeggeri in una fermata provvisoria sul lungomare. Ora, che il cantiere volgeva alla fase finale, sono sorti nuovi problemi.
«Il cantiere per il capolinea degli autobus si trascina da anni», ricorda Veronese, «accumulando ritardi ingiustificati e creando costanti disagi alla cittadinanza e alla viabilità.
Lo spostamento, finanziato con risorse pubbliche, si è reso necessario a seguito delle scelte urbanistiche dell’amministrazione che ha autorizzato l’edificazione di un imponente complesso immobiliare da otto piani nell’area in cui sorgeva lo storico capolinea. In una prima fase si era deciso di progettare il capolinea nel parcheggio di campo Cannoni, salvo poi accorgersi solo durante le prove pratiche che gli autobus non riuscivano a percorrere in sicurezza la rotonda appena realizzata.
Negli ultimi giorni, sempre durante le prove pratiche di manovra, è emersa un’incredibile e palese discrepanza tra il progetto eseguito e gli spazi necessari al raggio di sterzata e al posizionamento dei bus. Per porre rimedio a tale errore di misurazione, si è dovuto procedere all’immediata demolizione di porzioni di marciapiede e elementi d’arredo urbano completati poche settimane fa. La demolizione di un’opera pubblica appena ultimata rappresenta uno spreco inaccettabile di risorse dei cittadini, oltre che un grave danno d’immagine per la gestione dei lavori pubblici».
Secondo il consigliere è indispensabile fare chiarezza sulle responsabilità tecniche e amministrative che hanno portato a «un errore di valutazione così elementare nelle sagome e negli spazi di manovra dei mezzi trasporto pubblico». Veronese interroga il sindaco e la giunta per sapere a chi sia imputabile la responsabilità tecnica dell’errore di misurazione (se alla fase di progettazione, alla direzione lavori o all’esecuzione); quali azioni formali l’amministrazione intenda intraprendere nei confronti dei responsabili; a quanto ammontino i costi extra derivanti dalle opere di demolizione e dal successivo rifacimento del marciapiede, e se tali oneri saranno totalmente a carico dei responsabili dell’errore «senza che un solo euro di denaro pubblico venga intaccato».
Il consigliere chiede anche quali siano i tempi previsti per l’effettivo completamento del capolinea e la sua messa in esercizio in totale sicurezza per autisti, passeggeri, pedoni e ciclisti».
«L’arretramento del marciapiede eseguito sul cantiere», risponde l’assessore ai Lavori pubblici Angelo Mancin, «non costituisce una correzione ad una svista, ma rappresenta una miglioria concordata e introdotta in corso d’opera per garantire margini operativi ancora più agevoli anche ai mezzi da 12 metri nelle posizioni più defilate, i quali hanno peraltro già effettuato le manovre di uscita finali senza alcuna difficoltà».
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