Novecento siringhe e quattrocento aghi recuperati dentro l’ex scuola

Alienazione mai portata  in porto dall’Immobiliare Veneziana, tramontata  l’ipotesi del distretto sanitario per la mancata cessione gratis



L’ex Monteverdi, edificio che risale agli anni Settanta, dopo aver ospitato prima una scuola media di Marghera, succursale della Einaudi, e poi, fino al 2009, gli uffici comunali dell’Urbanistica, è diventata una grande “terra di nessuno” a fianco dell’accesso alla stazione di Mestre da via Ulloa. Quando il 17 settembre scorso sono entrati gli operai di Veritas per la pulizia generale, anticipatrice dell’abbattimento iniziato ieri, questi hanno raccolto la bellezza di 850 siringhe usate e 400 aghi sfusi disseminati all’interno e all’esterno della struttura.

Particolare che emerge, scritto nero su bianco, nella ordinanza del sindaco.

Dati che segnalano come l’ex Monteverdi fosse davvero diventata la casa di sbandati e spacciatori, sfuggiti dalla maxi retata della polizia in via Piave dello scorso luglio ma anche l’evidenza, ignota solo agli indifferenti, dell’enorme problema sociale collegato all’abuso di sostanze in città.

Da ieri è iniziato l’abbattimento del grande corpo di fabbrica in cemento di due piani fuori terra che comprendeva un auditorium e una palestra. L’area esterna, recintata ed accessibile mediante cancelli pedonali e carrabili, ospitava un giardino e parcheggi esclusivi collegati all’immobile.

Non sbagliava, quindi, chi, in questi anni dopo il fallimento dell’opzione della dismissione dell’edificio, in capo all’Immobiliare Veneziana, società controllata del Comune, ne sollecitava un recupero e riuso immediato a fini sociali.

Non ci ha creduto l’Ulss 3 di Giuseppe Dal Ben invitato a trasferire qui il progetto del nuovo distretto sanitario di Marghera: fosse stata possibile una cessione a costo zero dall’Ive all’azienda sanitaria il progetto avrebbe potuto decollare, forte anche della vicinanza della struttura all’ingresso della stazione e alla fermata del tram di piazzale Giovannacci. Così non è stato.

Ma, per fortuna, una alternativa si è subito concretizzata: il progetto del polo unico dei commissariati di terraferma con la Questura che mantiene la sede storica di Santa Chiara a piazzale Roma e riunisce i commissariati di via Cosenz e via Ca’ Rossa in una unica sede che sorgerà, ha spiegato il questore Gagliardi, «in due anni di lavori, questo l’auspicio», dice, e che ospiterà pure la sezione Volanti, il pronto intervento della polizia. Il luogo dell’insicurezza quotidiana diventerà un presidio di polizia tra Mestre e Marghera. —



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