Non erano consulenti di Gaiatto tre indagati tornano liberi

Il gip ha revocato l’obbligo di dimora a Daniele Saccon, Flavio Nicodemo e Moreno Vallerin. I soldi presi rappresentavano la restituzione degli investimenti  

PORDENONE

Hanno festeggiato ieri la ritrovata piena libertà tre dei quindici indagati sottoposti a misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta della Finanza sulla maxi truffa collegata alle società di Fabio Gaiatto.

Il gip Rodolfo Piccin ha revocato l’obbligo di dimora a Daniele Saccon, 44 anni, agente di commercio di Mareno di Piave, difeso dall’avvocato Enrico D’Orazio; Flavio Nicodemo, 45 anni, commercialista di Teglio Veneto (avvocato Nicola De Stefano); Moreno Vallerin, 42 anni, agente assicurativo di Due Carrare (avvocato Chiara Maltese).

Le argomentazioni e le corpose memorie difensive portate all’interrogatorio di garanzia hanno convinto il giudice, tanto è vero che le misure cautelari sono state revocate nel merito, per «difetto di gravi indizi di colpevolezza». Secondo il gip Saccon, Nicodemo e Vallerin hanno dimostrato che le somme percepite da Gaiatto rappresentavano la restituzione dei capitali da loro investiti.

Tutti e tre, infatti, hanno spiegato al giudice di essere stati semplici investitori e non procacciatori di clienti per Gaiatto. I nominativi di Saccon, Vallerin e Nicodemo sono stati trovati dai finanzieri nel computer del trader portogruarese, dove erano indicati come “consulenti”.

Accanto a ciascuno dei loro nomi erano stati inseriti quelli di altri clienti: 27 nomi per Nicodemo, 17 per Vallerin, 14 per Saccon. All’interrogatorio però i tre indagati hanno provato al centesimo, bonifici alla mano, che i soldi ricevuti dalle società del trader erano la restituzione del loro investimento con gli interessi. Il fiscalista Nicodemo ha spiegato che i nominativi erano quelli di clienti del suo studio: per redigere le loro dichiarazioni dei redditi chiedeva loro le pezze giustificative da inserire nel quadro RW degli investimenti esteri.

«Eravamo fiduciosi», commenta l’avvocato Maltese per Vallerin, «il mio assistito tuttora non sa nemmeno da dove sia venuto fuori il suo nome. Lui ci ha rimesso dei soldi, così come i suoi familiari: sua mamma, suo papà per esempio. La revoca della misura è il primo passo. Ora valuteremo il resto».

L’avvocato Enrico D’Orazio ha depositato dal gip una memoria difensiva di 90 pagine per il suo assistito Daniele Saccon. «Il giudice ha scritto nero su bianco che difettano i gravi indizi di colpevolezza», ha sottolineato D’Orazio, «fra l’altro i nominativi dei presunti clienti sono quelli della sua compagna e dei suoi intimi amici».

«Altri invece Saccon non sa nemmeno chi siano. Fra l’altro nessuno dei 14 ha mai sporto querela nei confronti di Saccon, a ulteriore riprova del fatto che non c’entri nulla. Quando gli è stata notificata la misura è cascato dalle nuvole: per lui è stato un trauma».

L’avvocato Nicola De Stefano, che difende Nicodemo, ha spiegato come il suo assistito abbia provato «la provenienza di tutto il denaro che gli era stato accreditato al centesimo, con tutti gli estremi dei bonifici bancari».

Il commercialista aveva fatto un investimento e poi ha ottenuto un finanziamento da Gaiatto. Quando non sono stati più corrisposti gli interessi, ha chiesto la restituzione dei soldi. —





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