"No ai profughi": vietata la manifestazione degli skinheads

ERACLEA. La questura di Venezia ha vietato la manifestazione skinheads a Eraclea. Il movimento di estrema destra non aveva mai fatto richiesta ufficiale, mentre già circolava sui social network l’appuntamento fissato alle 15 di oggi, sabato 20, a Eraclea Mare per dire no ai profughi.
La questura ha deciso di bloccare l’evento sul nascere, perché non è mai giunta alcuna richiesta. La manifestazione del Fronte Skinheads per oggi a Eraclea aveva già ricevuto un migliaio di adesioni, per lo meno virtuali su Facebook con i classici “mi piace”.
«Il movimento di estrema destra», ha precisato in una nota la questura, «sta pubblicizzando l’iniziativa nei social network dando appuntamento per oggi alle 15 ad Eraclea. Ma non ha informato, come previsto dalla legge». Così è stata confermata la mancata autorizzazione da parte della questura. Chi contravviene andrà incontro a una denuncia penale.
Proprio il prefetto, Domenico Cuttaia, aveva ammonito alcuni giorni fa i navigatori della rete che ogni procurato allarme, seppure veritiero, sarebbe stato denunciato alle forze dell’ordine. Un giro di vite dopo le tante strumentalizzazioni di questi giorni in cui ognuno, anche gruppi politici, si è sentito libero di scattare fotografie, fare denunce pubbliche e illazioni in rete. Intanto i migranti rimasti nel residence Magnolie di via Olivi a Eraclea Mare, in attesa del trasferimento alla ex caserma di Ca’ Turcata entro un paio di settimane, vagano spaesati nella località balneare.
Sono un centinaio, chiedono la protezione internazionale e non hanno alcun obbligo, dopo controlli sanitari e vaccini, di restare chiusi nei loro appartamenti e possono camminare liberamente come stanno facendo, anche la sera, sul corso pedonale di Eraclea mare, mai stato così multietnico. Finora non sono stati segnalati particolari disordini, a parte la diffidenza e le proteste di operatori e residenti, l’incredulità dei turisti.
Il sindaco Giorgio Talon ha incontrato i primi cittadini del Veneto Orientale nel corso di una conferenza convocata proprio a Eraclea per discutere dell'emergenza profughi. Li ha informati sulle posizioni del prefetto che ha ricordato come tutti i 44 Comuni della Provincia avrebbero dovuto fare la loro parte e non solo sei di questi, tra cui Bibione, Jesolo e appunto Eraclea che sono località turistiche. «Siamo consapevoli di essere di fronte a un’emergenza», ha detto Talon, «ma tutti dovrebbero fare la loro parte. Diciamo comunque no a posizione naziste o xenofobe, non è giusto fare di tutta l’erba un fascio e dobbiamo ricordare che ci sono persone che soffrono tra i migranti».
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