Niente prima a 27 ore i genitori sono in rivolta

Riccardo Musacco

mirano

La classe a “modulo” alla primaria Petrarca non s’ha da fare. Per settembre non si è raggiunto il numero minimo di 15 alunni per poter formare una prima con la modalità a 27 ore settimanali anziché a 40 (tempo pieno). Alla chiusura delle iscrizioni, il 9 febbraio, la segreteria aveva provveduto a contattare i genitori dei bimbi iscritti al “modulo” per informarli che la classe non si sarebbe potuta costituire e che bisognava decidere nell’immediato se passarli al tempo pieno o ad altro istituto. Nonostante le proteste dei genitori, che all’incontro con il dirigente avevano sottolineato come in altre occasioni si fossero istituite prime con meno di 15 alunni e che si sarebbero resi loro stessi disponibili a cercare i bambini mancanti, non si è riusciti a trovare una mediazione.

Scaduti pure i termini per la comunicazione della formazione delle classi all’Ufficio scolastico regionale, molti genitori hanno ceduto e optato per il tempo pieno.

Nell’altra primaria di Mirano, la Dante, la classe a modulo si farà e ci sarebbe spazio per ulteriori iscrizioni. Ma alcune famiglie non ci stanno. La scelta della Petrarca era dettata anche dal fatto che i figli più grandi frequentano la stessa scuola o da motivazioni logistiche. Altri si chiedono come mai, in tempi di pandemia, le scuole non collaborino per formare classi più piccole. «Ho trovato collaborazione tra i due dirigenti», spiega l’assessora alla Scuola Anna Gnata, «Entrambi si sono presi a cuore il problema. La tendenza è quella di optare per il tempo pieno. Nonostante vari tentativi del dirigente, nessuno ha dato disponibilità per il modulo. Ad ogni modo alla Dante c’è ancora posto. In caso di richieste di spostamenti in futuro, il dirigente valuterà». —



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