Nerio Comisso ci ha lasciati: fondò la Casa dell’Ospitalità di Mestre
Aveva 86 anni, ha sempre lavorato per il Comune di Venezia, in difesa della dignità degli ultimi. Il cordoglio del sindaco Simone Venturini e di Gianfranco Bettin. Giovedì 27 agosto i funerali al Duomo di San Lorenzo

Se ne è andato oggi, giovedì 21 agosto, al Policlinico San Marco, assistito dalla moglie Laura e dai figli Martina, Francesco ed Elisa. Mestre perde Nerio Comisso, 86 anni. Era stato il fondatore e direttore della Casa dell'Ospitalità dal 1987 al 2011. L’uomo che trasformò il vecchio asilo notturno per senza dimora in una struttura pensata per ridare accoglienza ma anche per includere e garantire dignità ai senza dimora. Un uomo votato agli ultimi.

Dipendente comunale, in pensione dal 2007, era stato molto altro: negli anni Settanta segretario della Cgil Veneto. E per il suo lavoro con la marginalità aveva vinto anche una edizione del Premio per la festa di San Rocco. «Aveva compreso che offrire un letto a chi aveva perso i propri punti di riferimento non poteva essere sufficiente. Occorreva mettere al centro la persona, ascoltarla, restituirle fiducia e responsabilità, accompagnandola verso la possibilità di riconquistare autonomia e dignità. È soprattutto grazie alla sua visione se il progetto Casa dell'Ospitalità in questi anni è stato arricchito e fatto evolvere, diventando nel tempo molto più di un semplice dormitorio: un luogo capace di accogliere, ma soprattutto di offrire occasioni di ripartenza. A nome della Città di Venezia e mio personale esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che hanno condiviso con Nerio Comisso questo lungo percorso. Ci lascia un'eredità umana e civile fondamentale che non mancherà di guidarci anche in futuro», il cordoglio del sindaco di Venezia, Simone Venturini.

Il generoso coraggio di Comisso viene ricordato anche da Gianfranco Bettin, ex assessore e già consigliere comunale. «Mi dispiace moltissimo.
È stato un precursore appassionato e competente, anche coraggioso, del nuovo tipo di interventi sociali che si rendevano necessari verso la fine del secolo scorso, di fronte ai nuovi problemi aperti, alle nuove marginalità e solitudini. Scelse di entrarvi in contatto diretto e di costruire qualcosa insieme a tante persone in condizione fragile e di abbandono. La sua Casa dell’ospitalità, esperienza luminosa e irripetibile, fu un avamposto del futuro: il futuro di quelle persone, che così ne ebbero uno, e il futuro delle politiche sociali che vi si ispirarono. Certo, poi i tempi sono cambiati e altri servizi e politiche si sono resi necessari. Ma quell’anima intensa, quel generoso coraggio di scegliere gli ultimi e camminare con loro, restano preziosi, necessari. Grazie di tutto Nerio, alla tua passione, alla tua competenza, alla tua barba, alla tua bicicletta».
I funerali verranno celebrati giovedì 27 agosto alle 11 nel Duomo di San Lorenzo
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