Navi a Marghera, al via i carotaggiil Porto tira dritto e ordina gli scavi

L’Autorità Portuale di Venezia, con il suo presidente Pino Musolino, continua a pensare anche allo scavo del canale Vittorio Emanuele come possibile tracciato alternativo al passaggio delle navi da crociera dal Bacino di San Marco, tanto da aver già avviato l’attività di indagine ambientale e geotecnica propedeutica ai lavori di adeguamento della via d’acqua, con la rimozione dei fanghi dal fondale per aumentarne la profondità.
Già autorizzata la spesa complessiva di circa 240 mila euro per l’indagine sul Vittorio Emanuele e i relativi carotaggi. Il porto sta progettando l’adeguamento del Canale Vittorio Emanuele appunto per creare un tracciato alternativo all’attuale percorso delle Grandi Navi che entrano ed escono dalla laguna attraverso la Bocca di Lido e il Canale della Giudecca per l’accesso in Marittima a quello con una stazza lorda superiore alle 40 mila tonnellate.
«Nell’ipotesi di ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti nel Porto di Venezia» scrive l’Autorità Portuale «è stata individuata, quale possibile soluzione, l’ipotesi del transito dal Canale Vittorio Emanuele III attraverso il bacino di evoluzione numero 1 nel Canale Malamocco Marghera. Il Canale Vittorio Emanuele sarà riadattato con una cunetta navigabile di larghezza pari a 80 metri, scarpate 1/2 e un profondità di 10,50 metri sul medio mare». Proprio per consentire la progettazione dei lavori e ottenere le autorizzazioni necessarie è però, appunto, necessario prima procedere con l’indagine ambientale in vista dello scavo, del trasporto e del riutilizzo dei fanghi, quasi certamente inquinati, che saranno estratti dal canale per aumentarne la profondità ai fini del passaggio agevole da parte delle navi da crociera. «La caratterizzazione che interesserà i sedimenti» scrive ancora l’Autorità Portuale « lungo tutto il Canale Vittorio Emanuele, a partire dalla Darsena Petroven, consisterà nell’esecuzione di carotaggi da pontone presso 76 punti, con prelievo di 656 campioni da sottoporre alle analisi chimiche di laboratorio; su alcuni dei sondaggi saranno eseguite anche le indagini geotecniche, necessarie per pianificare le operazioni di scavo». Si stima un periodo di 120 giorni necessario per svolgere i prelievi e i carotaggi, con le relative analisi.
Le compagnie di crociera, favorevoli all’ipotesi Vittorio Emanuele come tracciato alternativo, hanno già effettuato dei test sulla possibilità di accesso alla Marittima attraverso il canale. Tra il 29 agosto e il 1 settembre dello scorso anno, in Olanda (Centro Csmasrt di Almere) e Danimarca (Force Technolgy Institute di Copenaghen) si sono svolte infatti simulazioni congiunte da parte di Royal Caribbean, Carnival-Costa, MSC e VTP su sei navi di diverse dimensioni. Il risultato è stato definito positivo dalle compagnie. —
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