"Na Coverta Ricamada" per salvare Venezia con l’impegno di chi ci abita

VENEZIA. C’è una Venezia da contemplare e una da curare.
In questi giorni sta nascendo l’associazione di cittadini e cittadine fondata da Martina Cioffi e Claudia Proietto «Na Coverta Ricamada», nome ispirato alla celebre canzone popolare cantata da Luisa Ronchini Il cielo è una coperta ricamata.
Da qualche tempo la scritta rossa su lenzuola bianche «Venessia xe na coverta ricamada» spunta su alberi, capitelli, facciate di palazzi e finestre per indicare l’amore per la città o per segnalare un luogo da preservare e da curare. Vista dall’alto Venezia sembra infatti un pesce, ma quando ci cammini dentro, tra calli e campielli, sembra di passeggiare in un ricamo, tessuto da quell’umanità che nei secoli si è insediata tra acqua, terra e pietra.
Girando qua e là tra questi labirintici motivi ci s’imbatte in meraviglie, ma anche nelle pietre acciaccate e nel legno consunto che gridano aiuto. Nei luoghi che chiedono di essere curati non sarà strano trovare un lenzuolo bianco con la scritta rossa «Mama Madona salva Venessia», tratta da un’altra canzone , questa volta di Alberto D’Amico e ispirata alla Madonna della Salute.
«Quando ci sono dei capitelli malmessi o dei luoghi che hanno bisogno di manutenzione allora lo segnaliamo con Mama Madona» raccontano Cioffi e Proietto «se invece sono posti o angoli particolarmente belli li indichiamo con Venessia xe na coverta ricamada».
L’idea di segnalare gli angoli belli per valorizzarli e quelli più malconci per curarli è stata accolta con entusiasmo tanto da aprire una pagina Facebook (Na Coverta Ricamata) per le segnalazioni. Molti hanno iniziato ad appendere i messaggi anche alle finestre delle case o sui fili della biancheria.

«Molti artigiani ci hanno dato la loro disponibilità a sistemare i capitelli gratuitamente e abbiamo già avuto l’ok delle parrocchie» spiega Cioffi «Quando l’iniziativa si è diffusa molte persone ci hanno regalato delle lenzuola per costruire dei nizioletti che posiamo sul posto che vogliamo segnalare per poi fotografarlo e postarlo».
I messaggi diventano note di un’unica dichiarazione d’amore degli abitanti per la loro città. «Non sono grida di denuncia, ma un impegno di un legame che c’è con Venezia» spiegano Cioffi e Proietto «I due brani più che nostalgici, sono romantici. Venezia più che un cielo è una coperta ricamata con i suoi affreschi, le sue sculture, i suoi giardini e i negozi storici».
L’impegno del presente è volto al futuro: partendo dal basso e ognuno come può - chi con un restauro, chi dando le lenzuola, chi facendo video come l’artista Andrea Morucchio e chi occupandosi della pagina FB - si vuole sigillare una promessa di tutelare la città.
«Siamo cittadini e cittadine resistenti» concludono le due donne «Da queste emozioni nasce la voglia di tramandare le nostre tradizioni e di affrontare con coraggio il futuro. Siamo tutti consci delle difficoltà che stiamo attraversando che ci fanno vedere quanto rischiamo di perdere e quanto vogliamo invece salvare della nostra cara Venezia».

Martina Cioffi e Claudia Proietto sono due veneziane doc, impegnate da sempre per la loro città.
Sono loro ad aver dato vita all’associazione nata da amici e da amiche.
Per adesso si procederà a restaurare i capitelli in accordo con i parroci. Gli stessi artigiani, nonostante la crisi, hanno accettato con entusiasmo di essere d’aiuto per recuperare delle parti della città che, a causa dell’usura e della poca manutenzione, stanno dando dei segnali di allarme.
Per qualsiasi altra informazione si può accedere alla pagina del sito e seguire le iniziative.
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