Lido, il Monoblocco passa in mano al Comune: «I servizi sanitari non si sposteranno»

Il Comune acquisirà due immobili storici: l’ex Convento dei Santi Cosma e Damiano e il Padiglione Rossi. Previsti lavori di restauro e conferma dei servizi sanitari al Lido

Eugenio Pendolini
L'ex ospedale al Mare al Lido
L'ex ospedale al Mare al Lido

L’ex Convento dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca e il padiglione Rossi al Lido, meglio conosciuto come Monoblocco, entreranno a far parte del patrimonio del Comune. Una mossa per garantire le attività, culturali e sanitarie, che oggi vengono ospitate nei due immobili.

E, nel caso del Monoblocco, per sancire definitivamente la parola fine all’ipotesi di spostamento dei servizi sanitari nell’area dell’ex Ginecologia come inizialmente previsto nel progetto Mare che interesserà il futuro dell’ex ospedale al Mare. «Lo diciamo una volta per tutte: i servizi sanitari resteranno dove sono oggi», conferma l’assessore al bilancio Michele Zuin.

I due compendi saranno rilevati dal Demanio grazie a due provvedimenti. Il primo, deliberato nei mesi scorsi, ha previsto lo stanziamento di 750 mila euro da parte dell’amministrazione comunale, provenienti dai fondi del Piano Nazionale Complementare e anticipati dall’amministrazione comunale, i due compendi saranno al centro di importanti lavori di ristrutturazione e manutenzione: 350 mila euro saranno destinati al complesso della Giudecca, 450 al Monoblocco.

Alla luce di questo stanziamento, nella seduta di due giorni fa la giunta ha deliberato, su proposta dell’assessore al patrimonio Paola Mar, l’avvio dell’iter di richiesta al Demanio dei due immobili. In caso di esito positivo dell’iter avviato con l’Agenzia, servirà un’ultima ratifica da parte del consiglio comunale. Per l’ex Convento dei Santi Cosma e Damiano, attualmente sede di laboratori artigianali, associazioni, fondazioni come le Bevilacqua La Masa e alloggi comunali, è in programma il restauro del chiostro e dell’area verde, con l’obiettivo di ampliare le funzioni culturali ed espositive e di ospitare eventi e iniziative anche in collaborazione con la Biennale di Venezia e realtà locali. «Vista l’importanza di queste aree per la cittadinanza, abbiamo trovato la possibilità di acquisire questi due immobili con l’obiettivo di garantire la loro funzionalità a servizio della città», spiega l’assessore al patrimonio, Paola Mar.

Per l’ex Padiglione Rossi, unica struttura dell’ex ospedale al Mare ancora in uso e sede di servizi sanitari per il Lido, è previsto un intervento di sistemazione delle aree esterne per ospitare iniziative espositive, parte di un più ampio piano di recupero e riqualificazione che mira a mantenere le funzioni sanitarie e creare nuovi spazi polifunzionali per la collettività. Di recente è stata resa operativa e accreditata, al suo interno, la Casa di Comunità.

La centralità dell’ex Padiglione Rossi, del resto, era stata più volte ribadita dalla stessa azienda sanitaria che attualmente continua ad operare nell’immobile grazie ad una convenzione con il Demanio in scadenza nel 2028. Con il possibile passaggio di proprietà dell’area dal Demanio al Comune, la situazione è destinata a restare invariata. Dal Comune fanno sapere che non è escluso che la proprietà possa, in un secondo momento, passare direttamente all’azienda sanitaria. Si vedrà. Di certo, comunque, i servizi sanitari del Lido resteranno lì dove sono attualmente.

«È così, e lo confermano i fatti. Per sistemare il Monoblocco investiamo quasi mezzo milione di euro», aggiunge l’assessore Zuin, «d’altro canto l’Usl 3 ha aperto la Casa di Comunità. Questa è la dimostrazione del fatto che i servizi sanitari resteranno lì una volta per tutte».

In un primo momento, il progetto dell’imprenditore tedesco Frank Gotthardt (fondatore del colosso CompuGroup Medical) aveva previsto a fianco alla creazione del polo tecnologico anche il trasferimento dei servizi sanitari all’interno dell’area, abbandonata da anni, dell’ex Ginecologia in via dell’Ospizio Marino. È quanto si legge, del resto, anche nell’imponente documentazione pubblicata nell’albo pretorio del Comune dopo l’approvazione del piano urbanistico attuativo. Quella parte, però, sembra ormai essere superata. Inalterata, invece, la parte che prevede il polo tecnologico. Il piano urbanistico attuativo relativo al progetto di CompuGroup Medical prima della sua approvazione definitiva, dovrà ora passare per gli uffici dell’edilizia del Comune e per il vaglio di eventuali osservazioni, come quelle presentate dalle associazioni cittadine. Il progetto dovrà passare il vaglio della Soprintendenza. Si può immaginare che per la fine del 2025 o l’inizio del 2026 la macchina dei lavori sia pronta a partire per iniziare i cantieri. —

 

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