Campo largo ko a Venezia, Visman: «La presenza di Renzi un peso per i Cinque stelle»

La consigliera pentastellata Sara Visman, unica rieletta della sua lista, analizza i motivi della sconfitta di Andrea Martella: «La lista civica dell’ex premier non è servita a nulla»

Francesco Furlan
Sara Visman, candidata cinquestelle rieletta in consiglio comunale a Venezia
Sara Visman, candidata cinquestelle rieletta in consiglio comunale a Venezia

Sara Vismam, consigliera uscente e unica eletta al parlamentino locale dei Cinque Stelle. Il Movimento si è fermato al 2,6% con 2.779 voti. Risultato deludente, non le pare?

«Non direi così deludente. Cinque anni fa avevamo preso il 3,9%. Se abbiamo perso qualcosa è perché molti elettori del Movimento hanno preferito rimanere a casa. In termini di rappresentanza abbiamo fatto meglio di cinque anni fa, perché abbiamo anche alcuni consiglieri di Municipalità eletti, anche se non è ancora chiaro quanti perché gli ultimi conteggi sono in corso. Di sicuro uno alla Municipalità di Venezia, Stefano Serino. Questo ci permetterà di lavorare meglio a livello territoriale, di costruire una rete di prossimità».

Perché molti elettori del M5S sono stati a casa?

«Penso che abbia pesato la presenza di Italia Viva di Renzi nella coalizione. I renziani si sono aggiunti all’ultimo alla coalizione, con una civica che, visti i risultati, non è servita a nulla».

Ha letto lo studio di Giovanni Diamanti di YouTrend? Dice che la metà degli elettori del Movimento 5 Stelle alle ultime Europee questa volta ha scelto Venturini.

«È una lettura che non mi convince. Alcuni possono aver votato Venturini, ma credo piuttosto che molti nostri elettori siano stati a casa».

Per i renziani in coalizione?

«Le assicuro che hanno creato molti mal di pancia tra i nostri».

Venturini è riuscito a raccogliere consensi oltre il perimetro classico del centrodestra. Secondo lei chi lo ha votato?

«Credo che abbia raccolto molti voti tra i tifosi del Venezia, per via del nuovo stadio a Mestre. E tra gli anziani; come assessore ha visitato tutte le case di riposo».

Pochi giorni prima di chiudere l’alleanza con Martella ci fu una riunione molto accesa nel Movimento: una buona parte degli iscritti non credeva nella figura del senatore dem.

«Sì, è vero. Martella non era il nostro candidato. C’era chi sosteneva che fosse un errore appoggiarlo. Ma poi abbiamo raggiunto un accordo sul programma, chiedendo l’inserimento di alcuni punti di carattere ambientale relativi agli scavi portuali e allo sviluppo dell’aeroporto. Richieste accolte in pieno non solo da Martella, ma da tutte le anime della coalizione. La condivisione di questi punti ci ha convinto a sostenerlo. Martella è un uomo per bene, colto e molto preparato».

È stato un sostegno pieno?

«Io credo di sì. Non era il nostro candidato ideale, tra di noi il confronto è stato molto acceso, ma dal momento in cui abbiamo deciso di appoggiarlo lo abbiamo fatto con convinzione e con lealtà. Non è un caso che per sostenere la sua campagna elettorale sia arrivato anche il nostro leader, Giuseppe Conte».

C’era una coalizione molto ampia, con 7 liste, a favore di Martella.

«Con un programma condiviso ma anche molte differenze. Abbiamo cercato di lavorare anche su questo, sul ruolo che come Movimento avremmo potuto avere in una maggioranza di governo. Non è stato sufficiente, non siamo riusciti a convincere gli elettori».

 

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