Stop cemento a San Donà, raccolte seicento firme
Continua la battaglia del comitato Vicolo Nuovo, mercoledì 15 luglio alle 18 un sit-in. Il sindaco Teso: «Dall’opposizione nessuna proposta alternativa al progetto, è solo populismo»

Raccolta di firme contro la cementificazione a San Donà, il comitato di Vicolo Nuovo torna in piazza e fa il pieno. Con un centinaio di firme raccolte sabato 11 luglio siamo arrivati a circa 600, per ingaggiare la battaglia partita contro i nuovo palazzo di otto piani progettato nel vicolo che si sta allargando a tutti i progetti previsti in città, da piazza Rizzo fino a via Marconi. Il progetto della Green Invest in vicolo Nuovo è il principale l’oggetto della diatriba.
Il sindaco, Alberto Teso, e quasi tutta la maggioranza sono a favore di questo intervento che garantirebbe un beneficio pubblico di oltre 200 mila euro per pavimentazione e illuminazione di vicolo Nuovo oggi degradata. Ma i residenti non sono d’accordo e hanno ricevuto anche l’appoggio dei consiglieri comunali Alberto Schibuola di Futuro Nazionale e Giulio Bonet di Fratelli d’Italia, che sono in maggioranza. L’opposizione è contraria. Il progetto è stato solo presentato e si è svolta una commissione con audizione del comitato cui ha partecipato la portavoce Elena Fingolo.
«La raccolta di firme va avanti», spiega Fingolo, «e non solo per vicolo Nuovo, ma per tutte le opere che stanno cementificando la città».
Il sindaco Teso ha risposto con fermezza: «L’area di vicolo Nuovo è edificabile dal 2002, non è una scelta nata oggi e non è una previsione introdotta da questa amministrazione. Con la disciplina urbanistica vigente, la proprietà può già realizzare 1.200 metri quadrati di residenziale. Tradotto in termini concreti, significa almeno 17 appartamenti da 70 metri quadrati, oppure una ventina, se non di più, qualora fossero di dimensioni inferiori. Sempre con il piano degli interventi attuale, è previsto un solo posto auto per appartamento. Questo significa che la proprietà, già oggi, potrebbe chiedere un permesso di costruire diretto, senza alcuna decisione politica dell’amministrazione, con un provvedimento del solo ufficio tecnico. Un edificio di quattro piani, 1.200 metri quadrati residenziali, un posto auto per appartamento, nessun beneficio pubblico e nessuna risorsa destinata alla riqualificazione di Vicolo Nuovo».
L’ipotesi oggi prospettata dalla proprietà è diversa. Prevede 1.350 metri quadrati, quindi 150 metri quadrati in più, sviluppati però in altezza. A fronte di questo, vi sarebbero due posti auto per appartamento e un beneficio pubblico concreto, con risorse utili a rifare vicolo Nuovo in pavé, installare nuova illuminazione e inserire alberature. «Quello che invece non ho ancora compreso», conclude il sindaco, «è quale sia la proposta alternativa dell’opposizione. Quando si solleva un problema, bisogna anche indicare una soluzione possibile. Altrimenti si fa soltanto populismo, per andare a caccia di qualche preferenza elettorale». Intanto, continuano i black out in varie zone della città. Hanno rimesso in discussione i sottoservizi insufficienti. In alcuni casi, Enel ha provveduto con gruppi elettrogeni. Mercoledì nuova iniziativa del comitato: alle 18 sit-in in vicolo Nuovo.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








