Mose, prove alle bocche Sabbia e corrosione sorvegliati speciali

VENEZIA
Nuovi test del Mose. Con un occhio alla corrosione sott’acqua. La vera emergenza del Mose è oggi la situazione delle cerniere, dei tubi e degli apparecchi sotto il livello del mare. Situazione drammatica, che ha costretto alle dimissioni gli esperti ingegneri consulenti del ministero delle Infrastrutture Susanna Ramundo e Gian Mario Paolucci. «La corrosione avanza, e non si è fatto nulla», la loro denuncia.
Adesso sulla situazione la Guardia di Finanza sta svolgendo indagini, come anticipato qualche settimana fa dalla Nuova, su mandato della Procura regionale della Corte dei Conti. Molte carte e mail sono state acquisite. Oggi i sub della Finanza saranno presenti per verificare sul posto la situazione dell’impianto. Impresa ardua, perché la corrosione ha attaccato in profondità l’elemento femmina delle cerniere Mose. Cioè quello cementato nei cassoni di calcestruzzo. Poco si potrà vedere dall’esterno, dunque. Se non la situazione di degrado delle vernici, l’’accumulo della sabbia. Situazione che risale a qualche anno fa, mai risolta. Particolarmente grave nella barriera di Treporti, dove sul fondo le paratoie sono dal 2013, anno della prima “inaugurazione” che precedette di qualche mese gli arresti per corruzione.
La sabbia continua a impedire il rientro negli alloggiamenti delle paratoie di Treporti lato Punta Sabbioni. Un fenomeno verificatosi anche il giorno dell’inaugurazione con il premier Conte, nel luglio scorso.
Dal 2013 si sono succeduti amministratori straordinari e commissari, dal novembre 2019 anche il commissario “Sblocca cantieri” Elisabetta Spitz. Ma non è cambiato nulla. I cantieri sono fermi, e difficilmente il Mose potrà essere concluso e collaudato, come promesso, entro il 31 dicembre. Intanto oggi ennesimo test. Navigazione bloccata alle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia dalle 9 alle 13. Blocco prorogato di 3 ore a Treporti. —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia