Morto punto da una vespa l’addio al papà di Meolo
la cerimonia
L’ultimo addio al santuario di Marteggia per il 37enne Andrea Visentin di Meolo. Ieri pomeriggio, il parroco don Roberto ha accolto tutta la comunità che si è stretta attorno al feretro, la bara bianca seguita dal silenzioso corteo funebre. La fidanzata Nadia, i genitori Lucia e Giannino, la sorella Elisa, la ex compagna e tutti i parenti. Ma soprattutto i suoi due figli, Emma e Giulio, di 3 e 6 anni, che hanno perso il loro papà. E c’è un altro piccolo in arrivo, perché Nadia aspetta un bambino. Non conoscerà suo padre, ma avrà dentro di lui la sua vita che continuerà. Un funerale che ha commosso tutta la cittadina, in particolare la frazione di Marteggia dove era originaria la famiglia.
Il parroco ha letto la parabola di Lazzaro nella sua omelia. Tra la gente il commento ricorrente: «Era un toco del pan». Un uomo buono, generoso, allegro. La sua vita era la famiglia, i figli, la fidanzata con la quale viveva a Monastier in provincia di Treviso e che presto gli avrebbe dato ancora la gioia di essere padre. Era un idraulico, serio e professionale nel suo lavoro. La morte ha destato una grande impressione a Meolo e in tutto il Sandonatese. È morto nel parco dell’Hotel Ancora a Losson della Battaglia, mentre stava giocando a bordo piscina con i figli. È corso a prendere la palla vicino a una siepe e pare sia stato punto da una vespa. Poco dopo è spirato per arresto cardiocircolatorio, forse a causa di uno shock anafilattico che non è stato però confermato dai medici che hanno esaminato il corpo dopo il decesso con una prima ricognizione esterna. I familiari hanno chiesto che fosse eseguita l’autopsia per chiarire le cause del decesso che sono ancora poco chiare a loro avviso e potranno essere accertate solo dopo l’esame autoptico e gli altri esami previsti con i prelievi eseguiti. Hanno ripetuto fino all’ultimo che i figli hanno il diritto di sapere perché loro padre è morto così.
Ieri i due bambini hanno commosso i cittadini di Meolo che li hanno idealmente adottati, immaginando il dolore che stanno vivendo per la perdita di una persona così importante come un padre che li ha lasciato nel volgere di qualche istante. —
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