Morta la donna che ispirò Mister Parkinson, il libro che ha venduto sette milioni di copie

SAN DONA'. Si è spenta all’ospedale di San Donà Maria Luisa Manfredini. Aveva 78 anni ed era nativa di Milano, molto conosciuta sul territorio dopo aver vissuto per anni a Eraclea con la sua famiglia. La signora Manfredini era stata colpita da una misteriosa malattia divenendo protagonista del libro “Mister Parkinson”, scritto dalla figlia Nina Monica Scalabrin e che ha finora venduto in tutto il mondo, tradotto in più lingue, sette milioni di copie. Libro che è un viaggio intenso nella malattia e gli affetti mutati a seguito di questo isolamento forzato in ospedale.
Maria Luisa Manfredini era stata una maestra elementare con un carisma eccezionale. Nel 2006 venne colpita da questa malattia che ha provocato la degenerazione della corteccia celebrale, considerata dai medici alla stregua di un’atipica sindrome di Parkinson.
La donna era così piombata in un sonno profondo cui era seguita la progressiva paralisi fino a perdere ogni percezione del corpo. Uscita dal coma, la mente tornò però a essere lucida pur non coordinandosi con il corpo infermo. In quel contesto è nata l’idea di una lettera sotto forma di diario a Parkinson, personalizzando il male che aveva ridotto la madre a un vegetale. Furono gli stessi medici e psicologi a consigliare questo percorso per cercare di fronteggiare il momento di estrema sofferenza vissuto dalla famiglia.
E ha funzionato, anche perché il libro ha avuto e sta ancora avendo un grande successo, aiutando anche altre persone ad affrontare il periodo di malattia che ha colpito un proprio caro, diventando un’ancora e un punto di riferimento per tante riflessioni. Perché troppo spesso quando si vive la malattia, sia sulla propria persona sia su qualcuno che amiamo, si resta infine soli e senza alcun sostegno tranne la propria forza d’animo.
«Nel 2005», ricorda la figlia Nina Monica, autrice del testo, «mia madre cadde in questo coma profondo e per molto tempo visse in una dimensione parallela alla nostra. Al risveglio da quel coma non poteva più muovere né mani e nemmeno gambe. Tutto era immobile tranne la sua mente che ragionava benissimo e ricordava ogni cosa del passato nei minimi particolari». Il libro divenne presto molto popolare tanto da essere un best seller. E furono pubblicati diversi brani nei blog.
Un libro scritto sotto forma di diario epistolare che in pochi mesi fece il giro del mondo. La sua storia commosse a tal punto che fu tradotto in diverse lingue e pubblicato in vari stati, tra cui gli Stai Uniti.
La signora Maria Luisa Manfredini era nata a Milano il 23 maggio 1942 e nel capoluogo lombardo ha vissuto gran parte della sua vita. Prima che fosse colpita dalla malattia lei e il marito si erano trasferiti in Veneto e precisamente a Eraclea, dove la ricordano ancora molti amici e conoscenti con tanto affetto per il suo bel carattere.
Sfortunatamente si era ammalata quasi subito dopo il trasferimento in Veneto. Maria Luisa ha così trascorso gli ultimi anni a San Donà di Piave, in un centro specializzato, amorevolmente accudita dal marito che non l’ha mai abbandonata un attimo e dal personale sanitario. Ed è sopravvissuta alla sua orribile e sconosciuta patologia per ben 14 lunghi anni. Ma resterà eterna, anche attraverso il libro. La figlia ha sempre confidato di sperare che la sua storia possa consolare tante altre anime che come lei hanno sofferto in questo mondo parallelo che è la malattia. —
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