Molestie in municipio a Noale, i sindacati: «Fenomeno da non ignorare, tutti i Comuni si attivino»
Cavatorti (Cgil): «Campanello d’allarme legata anche a carenze di personale». Alzetta (Cisl): «Nei luoghi di lavoro i comportamenti devono essere ineccepibili»

Le molestie denunciate da 15 dipendenti comunali su 38 che hanno compilato il questionario online non possono essere ignorate. A dirlo sono i sindacati, all’indomani della presentazione in consiglio comunale dei risultati dell’indagine interna sul benessere lavorativo. Dei 55 dipendenti comunali, solo 38 hanno risposto al questionario e, di questi, 15 hanno detto di aver subìto molestie, dalle battute alle espressioni verbali inopportune, nel corso degli anni.
«Un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato», commenta Chiara Cavatorti (Cgil Fp), «si tratta di un dato grave, che non può essere ridimensionato né liquidato come una semplice percezione soggettiva ma rappresenta un ulteriore elemento che conferma quanto da tempo raccogliamo come organizzazione sindacale: un contesto lavorativo segnato da criticità organizzative, scarsa fiducia interna e dalla percezione diffusa di trattamenti non sempre improntati a imparzialità ed equità».
Per il sindacato, infatti, una situazione di carenza di personale non inusuale nei comuni, porterebbe a un clima generale di stress lavorativo, che contribuirebbe a creare episodi spiacevoli, voci alzate senza motivo, comportamenti inopportuni.
«In questo quadro si collocano anche le recenti scelte dell’Amministrazione in materia di valorizzazione del personale, comprese le progressioni verticali», prosegue Cavatorti, «rispetto alle quali abbiamo espresso forti perplessità in ordine alla coerenza con la programmazione dell’ente, alla trasparenza delle decisioni assunte e al corretto utilizzo degli strumenti contrattuali disponibili».
Carlo Alzetta della Cisl Fp è tranchant: «La molestia è, sì, soggettiva ma non va contestualizzata: sui luoghi di lavoro i comportamenti devono essere ineccepibili. Le battute si facciano con gli amici». Alzetta non può fare a meno di dirsi preoccupato per quel 40% di dipendenti che ha dichiarato di aver subito una qualche forma di molestia: «I questionari anonimi sono fondamentali, perché raramente i lavoratori e le lavoratrici fanno segnalazioni formali, perciò questi strumenti ci aiutano ad avere un quadro della situazione». Per la Cisl, infatti, dovrebbero essere replicati anche negli altri comuni.
Intanto, a Noale un’esperta è stata incaricata di avviare un percorso sul “benessere relazionale nell’ambiente di lavoro”, finalizzato a rafforzare il rispetto, la qualità delle relazioni e la consapevolezza organizzativa, per rafforzare la prevenzione e tutelare i dipendenti dell’ente pubblico.
«Spero», conclude Alzetta, «che i risultati del questionario siano uno stimolo per migliorare. I comitati unici di garanzia sono obbligatori nei comuni e, se fossi in quello di Noale, mi attiverei per approfondire il problema e per capire come migliorare la qualità dell’ambiente lavorativo».
L’invito delle organizzazioni sindacali, insomma, è di non prendere alla leggera le segnalazioni fatte dai dipendenti perché raccontano che qualcosa non va. E, se non affrontati, i problemi diventano delle voragini a cui diventa difficile fare fronte.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia









